Diocesi: Caritas Crema, raccolta fondi per Emergenza Marche

Dopo l’alluvione che ha colpito, nella notte tra il 15 e il 16 settembre, tanti Comuni della diocesi di Senigallia. La Caritas locale, in rete con la Protezione civile e la Croce Rossa, si è attivata immediatamente per dare un riparo agli sfollati, salvati dall’esondazione. La diocesi, di cui è vescovo mons. Franco Manenti, di origini cremonesi, ha immediatamente messo a disposizione i locali del seminario vescovile, accogliendo tantissime persone – uomini, donne, anziani, bambini – spaventate dal rischio scampato e disperate per aver perso familiari e con le abitazioni devastate. La catastrofe – ha riferito il direttore di Fondazione Caritas Senigallia, Giovanni Bomprezzi, contattato telefonicamente dal collega di Caritas Crema, Claudio Dagheti – ha distrutto attività commerciali, artigianali, agricole e costretto intere famiglie a sfollare. “Siamo vicini alle Caritas delle Marche, in particolare a quella di Senigallia, a cui siamo ancor più strettamente legati tramite il vescovo Franco Manenti”, sottolinea Dagheti le cui parole sono riportate dal settimanale della diocesi di Crema, Il Nuovo Torrazzo. “La solidarietà della Chiesa cremasca non mancherà anche nella circostanza di manifestarsi a sostegno degli interventi già avviati e quelli che si predisporranno”. Al momento si sta effettuando la conta dei danni e verificando varie situazione sia di chiese ed edifici della diocesi sia bisogni nel territorio. Dalla diocesi di Crema l’invito è raccogliere e inviare fondi per sostenere i progetti che saranno poi individuati in maniera precisa per fronteggiare le necessità che verranno emergendo lentamente, dopo l’emergenza. La Caritas Crema ha già stanziato 10.000 euro, per un sostegno immediato e aperto un conto corrente IBAN IT52N0844156840000000022470 sul quale si può contribuire precisando la causale “Emergenza Marche. Devoluzioni possono essere inoltre effettuate direttamente presso la curia vescovile, in piazza Duomo 27, oppure alla Casa della carità, in via Madre Teresa di Calcutta 1 (ex viale Europa 2).

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