Diocesi: mons. Parmeggiani (Palestrina), “Agapito insegni a dare più fiducia a giovani come Willy Monteiro, morto perché ha amato”

“Spesso parliamo male dei giovani e invece Agapito ce li deve far rivalutare!”: con questa esclamazione mons. Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli e di Palestrina, ha aperto, ieri sera, le celebrazioni nella solennità del patrono Sant’Agapito, con la messa della vigilia, in corso in piazza Regina Margherita a Palestrina (Rm). “Una Chiesa piccola ma che dava fastidio perché metteva in crisi l’economia del Pantheon” è quella a cui Agapito, nobile prenestino, aderì nel III secolo, ha ricordato il presule: “Era un giovane e come i giovani estremamente libero. Libero di rinunciare ad ogni altro amore pur di non distaccarsi dall’amore di Dio”, al punto da essere martirizzato a 15 anni. Se Agapito è “prezioso riflesso di Cristo” e “stimola a uscire dalla sonnolenza anche noi cristiani del XXI secolo”, mons. Parmeggiani ha invitato a guardare a tanti giovani che “pur con le loro fragilità vivono la santità”. Il presule ha portato l’esempio di Willy Monteiro, ucciso a Colleferro (Rm) quasi un anno fa nel tentativo di sedare una rissa: “Aveva conosciuto Cristo, era cresciuto nell’Azione Cattolica di Paliano, i genitori gli avevano trasmesso la fede. Il buono che c’era in lui, nel momento di difficoltà di un amico, è emerso: ha amato!”. Prima di benedire i presenti con una reliquia del patrono, il vescovo ha esortato sacerdoti, famiglie, insegnanti, istituzioni “a guardare i giovani con misericordia, a dar loro fiducia, a coinvolgerli nelle nostre comunità ecclesiali e civili”. E ai giovani ha detto che “la Chiesa vuole loro bene, che desideriamo il loro bene, la realizzazione dei loro sogni, delle loro speranze”.

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