Papa Francesco: Angelus, “impariamo a spegnere il telefonino”. “Non basta staccare la spina, occorre riposare davvero”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Guardiamoci dall’efficientismo, fermiamo la corsa frenetica che detta le nostre agende. Impariamo a sostare, a spegnere il telefonino, a contemplare la natura, a rigenerarci nel dialogo con Dio”. È l’invito del Papa che, dopo il ricovero di dieci giorni al Gemelli per un intervento chirurgico al colon, ieri è tornato ad affacciarsi dalla finestra del suo studio per guidare la recita dell’Angelus in piazza San Pietro. Francesco ha messo in guardia da un pericolo sempre in agguato: “Il pericolo di lasciarsi prendere dalla frenesia del fare, cadere nella trappola dell’attivismo, dove la cosa più importante sono i risultati che otteniamo e il sentirci protagonisti assoluti”. “Quante volte accade anche nella Chiesa”, la denuncia del Papa: “Siamo indaffarati, corriamo, pensiamo che tutto dipenda da noi e, alla fine, rischiamo di trascurare Gesù e torniamo sempre noi al centro”. “Non basta staccare la spina, occorre riposare davvero”, l’invito per questa estate: “E come si fa questo? Per farlo, bisogna ritornare al cuore delle cose: fermarsi, stare in silenzio, pregare, per non passare dalle corse del lavoro alle corse delle ferie”. “Lo stile di Dio è vicinanza, compassione e tenerezza”, ha proseguito Francesco, secondo il quale “se impariamo a riposare davvero, diventiamo capaci di compassione vera; se coltiviamo uno sguardo contemplativo, porteremo avanti le nostre attività senza l’atteggiamento rapace di chi vuole possedere e consumare tutto; se restiamo in contatto con il Signore e non anestetizziamo la parte più profonda di noi, le cose da fare non avranno il potere di toglierci il fiato e di divorarci”. “Abbiamo bisogno di una ‘ecologia del cuore’, che si compone di riposo, contemplazione e compassione”, l’esortazione finale: “Approfittiamo del tempo estivo per questo!”.

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