Irlanda: mons. McKeown (Derry), proposta di amnistia per i “Troubles” significa “evitare di guardare troppo negli angoli oscuri di una guerra sporca”

“Solo perché alcune persone potenti preferiscono tenere nascosta la verità, non c’è motivo che le autorità pubbliche lo facilitino. Proprio come l’abuso sui bambini più di mezzo secolo fa dovrebbe essere indagato per vedere cosa possiamo imparare, così anche l’uccisione di uomini, donne e bambini innocenti non dovrebbe essere blindata”. Parole dure che il vescovo di Derry, mons. Donal McKeown, ha pronunciato durante l’omelia nella celebrazione domenicale in cattedrale ieri, 18 luglio. Il riferimento del vescovo è alla proposta del governo britannico di introdurre una sorta di “amnistia”, vietando di perseguire penalmente e civilmente gli autori di crimini compiuti durante i “troubles”, cioè il conflitto nord-irlandese, prima del 1998. “Un sistema che sembra privilegiare i sentimenti degli autori rispetto all’angoscia delle vittime ha la garanzia solo di perpetuare il dolore, non di tirare una riga”, come invece ha affermato il premier britannico Boris Johnson. Mons. McKeown ha anche affermato che la maggior parte delle vittime di quel conflitto non sono stati i combattenti ma civili: da un lato “tante morti di innocenti possono essere imbarazzanti per coloro che li hanno uccisi”. Ma allo stesso tempo quelle morti “hanno segnato migliaia di persone, molte delle quali non osano parlare della loro perdita in quanto minerebbero le narrazioni sugli eroici guerrieri”. Di fatto “l’effetto delle attuali proposte del governo è di evitare di guardare troppo negli angoli oscuri di una guerra sporca”. E ancora: “Sappiamo dalla vita della Chiesa che c’è la tentazione di nascondere verità scomode. I segreti oscuri sono sempre sgraditi”.

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