Papa Francesco: a esperti francesi di ecologia, “abbiamo bisogno della conversione ecologica”

(Foto Vatican Media/Sir)

Da Aparecida all’Amazzonia, passando per la Laudato si’. Sono le tappe della personale “conversione ecologica” di Papa Francesco. A raccontarle è stato lui stesso, a braccio, ricevendo in udienza un gruppo di esperti che collaborano con la Conferenza episcopale francese sul tema della Laudato si’, ai quali ha consegnato il testo scritto preparato per l’occasione. “Vorrei incominciare con un pezzo di storia. Da Aparecida a Laudato si’ per me stato un cammino interiore”, ha rivelato Francesco: “Dal non capire nulla, ad Aparecida, nel 2007, all’Enciclica. Di questo mi piace dare testimonianza. Dobbiamo lavorare perché tutti abbiano questo cammino di conversione ecologica. Poi è venuto il Sinodo sull’Amazzonia. Quando sono andato in Amazzonia, ho trovato tanta gente lì. Sono andato a Puerto Maldonado, nell’Amazzonia peruviana. Ho parlato con la gente, con tante culture indigene differenti. Poi ho pranzato con 14 capi loro, tutti con le piume, vestiti come da tradizione. Parlavano con un linguaggio di saggezza e di intelligenza molto alto! Non solo di intelligenza, ma di saggezza”. È stato in Amazzonia, quindi, che il Papa ha scoperto “che era necessario eliminare l’immagine degli indigeni che noi vediamo soltanto con le frecce. Ho scoperto, fianco a fianco, la saggezza dei popoli indigeni, anche la saggezza del “buon vivere”, come lo chiamano loro. Il ‘buon vivere’ non è la dolce vita, no, nel dolce far niente, no. Il buon vivere è vivere in armonia con il creato. E questa saggezza del buon vivere noi l’abbiamo persa. E questo dimenticare le radici è un dramma non solo degli aborigeni, ma della cultura contemporanea. E così, trovare questa saggezza che forse noi abbiamo perso con troppa intelligenza. Noi – è peccato – siamo ‘macrocefali’: tante nostre università ci insegnano idee, concetti… Siamo eredi del liberalismo, dell’illuminismo… E abbiamo perso l’armonia dei tre linguaggi. Il linguaggio della testa: pensare; il linguaggio del cuore: sentire; il linguaggio delle mani: fare. E portare questa armonia, che ognuno pensi quello che sente e fa; che ognuno senta quello che pensa e fa; che ognuno faccia quello che sente e pensa. Questa è l’armonia della saggezza”.

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