Ue: Sassoli (Parlamento), “al centro della politica rimettere la persona e la comunità”. Risposta europea alla pandemia Covid-19

Foto SIR/Parlamento europeo

(Bruxelles) “Siamo ancora dentro l’emergenza-Covid, inutile illudersi. Si tratta quindi di assumere tutte le precauzioni necessarie per tutelare la salute propria e altrui, mentre i Paesi europei devono imbastire e dar corso, al più presto, a una solida risposta alla pandemia in ambito sanitario, economico e sociale”. Intervistato dal Sir, il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, riflette sul difficile momento che l’Europa sta attraversando, per poi illustrare le diverse risposte che l’Ue ha messo a punto e le altre che stanno maturando in questi mesi. “Le conclusioni cui è giunto il Consiglio europeo” di metà luglio “sono molto positive: nessuno ha abbandonato il tavolo, nessuno è uscito scontento. Certo, ci sono state divergenze e frizioni, ma alla fine si è compreso il messaggio essenziale: nessuno se la cava da solo. Ci sono un piano finanziario ambizioso e un bilancio pluriennale ancora da definire che il Parlamento vuole discutere perché sia all’altezza della ricostruzione economica”. I fondi europei “saranno indirizzati verso progetti presentati dagli Stati membri: teniamo presente che più di un quarto dei finanziamenti – pari a 209 miliardi – sarà riservato all’Italia, in quanto Paese più colpito dalla pandemia”. Aggiunge: “Occorre orientare le nostre scelte verso nuovi modelli di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Abbiamo di fronte sfide inedite, che certo non iniziano né finiscono con il Covid. I Paesi che fanno parte dell’Unione europea hanno la possibilità di sentirsi parte di un unico e grande disegno che ha come elemento determinante la solidarietà”.
Secondo Sassoli “questo è un tempo favorevole anche per ripensare il nostro modello sociale. Al centro dei progetti e della politica, direi al cuore della nostra democrazia, devono tornare due concetti basilari: la persona e la comunità, con i loro diritti, i loro bisogni. In questo torniamo alle origini del processo di integrazione europea, rivolgendo al contempo il nostro sguardo al futuro”.

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