Csv Sardegna solidale: vescovi dell’Isola su negato accreditamento. “Chiediamo un ripensamento della decisione adottata”

Il Centro di servizio per il volontariato Sardegna solidale vive in questi giorni momenti di grande sconforto e di profonda amarezza. L’Onc (Organismo nazionale di controllo), infatti, ha deliberato di “fermare” questa esperienza di coordinamento, che opera indipendentemente dalle appartenenze e dalle ideologie, negandogli l’accreditamento e, di fatto, bloccandone ogni attività di servizio.
“Noi vescovi conosciamo da tempo l’impegno di Sardegna solidale rivolto al bene comune, grazie all’animazione del variegato mondo del volontariato, oltre che con iniziative e mobilitazioni che hanno segnato la storia della nostra terra – si legge in una nota che riporta la posizione dei vescovi sardi -. Ricordiamo tra le altre la Carovana del volontariato, le Marce della pace e le Piazze solidali, oltre alle mille proposte pensate e attuate per individuare soluzioni ai diversi bisogni della realtà sarda. L’Udienza speciale, che Papa Francesco concesse all’Associazione il 30 novembre del 2018, sancì questo impegno con parole indimenticabili: ‘Vi incoraggio a proseguire con spirito di intesa e di unità; potrete così diffondere più capillarmente la cultura della solidarietà'”.
“Anche a nome delle nostre diocesi, destinatarie di questa rete solidale che attraversa luoghi noti e altri meno conosciuti chiediamo, con rispetto ma con il coraggio e il vigore che nasce dal nostro annuncio del Vangelo – proseguono i presuli sardi -, un ripensamento della decisione adottata, che riteniamo non solo incomprensibile ma anche ingenerosa per tutti coloro che si impegnano – particolarmente in questa fase storica – a trovare soluzioni di unità e di fraternità per la nostra gente”.

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