Coronavirus Covid-19: Ministero Salute e Istat, “il 27,3% delle persone che ha sviluppato anticorpi non ha avuto alcun sintomo”

I risultati dell’indagine di sieroprevalenza sul Sars-CoV-2 in Italia, condotta dal 25 maggio al 15 luglio, “confermano che l’aver avuto contatti con persone affette dal virus aumenta la probabilità che si siano sviluppati anticorpi. In tale circostanza la prevalenza sale, infatti, al 16,4%. In Lombardia si arriva persino al 24%”. La titolarità dell’indagine è dell’Istat e del Ministero della Salute nelle rispettive funzioni, mentre la Croce Rossa ha condotto la rilevazione sul campo con l’aiuto delle Regioni.
“I valori più alti corrispondono ai casi in cui i contatti hanno riguardato i familiari conviventi. Chi ha avuto contatto con un familiare convivente infettato da SarS-CoV-2 ha sviluppato anticorpi nel 41,7% dei casi; la prevalenza si abbassa al 15,9% se il familiare non risulta convivente, restando tuttavia largamente superiore al valore medio che contraddistingue l’intera popolazione (2,5%)”, emerge dall’indagine, secondo cui “un sostanziale incremento della prevalenza si osserva anche quando vi siano stati contatti con colleghi di lavoro affetti dal virus (11,6%), ovvero con pazienti nella stessa condizione (12,1%)”.
L’indagine evidenzia che “la percentuale di asintomatici è molto importante, perché evidenzia quanto ampia sia la quota di popolazione che può contribuire alla diffusione del virus. E quindi quanta attenzione ciascun cittadino deve porre alla scrupolosa applicazione delle misure basilari di sicurezza a difesa di se stesso e degli altri”.
In particolare, “il 27,3% delle persone che ha sviluppato anticorpi non ha avuto alcun sintomo. Un dato elevato che sottolinea quanto sia importante l’identificazione immediata delle persone affette dall’infezione, nonché di tutti gli individui con cui, a loro volta, sono entrate in contatto”.
Oltre agli asintomatici – ed escludendo il 6,5% di non rispondenti – “il restante insieme di coloro che hanno avuto sintomi si divide tra persone con uno o due sintomi (esclusa la perdita dell’olfatto e/o del gusto) che rappresentano il 24,7% e persone con almeno tre sintomi. Queste ultime includono anche coloro che presentano i soli sintomi di perdita di olfatto e/o di gusto e rappresentano il 41,5% della popolazione che ha sviluppato anticorpi”.
Tra i sintomi più diffusi nell’ambito dei soggetti con uno o due sintomi “si osservano la febbre (27,8%), la tosse (21,6%), il mal di testa (19,2%)”. I sintomi più diffusi dei soggetti con almento tre sintomi oppure con perdita di gusto o di olfatto “sono febbre (68,3%), perdita di gusto (60,3%), sindrome influenzale (56,6%), perdita di olfatto (54,6%), stanchezza (54,6%), dolori muscolari (48,4%), tosse (48,1%), mal di testa (42,5%)”.
In proposito, è importante sottolineare come alcuni sintomi siano maggiormente associati alla positività nell’indagine di sieroprevalenza: “Su 100 persone che hanno presentato il sintomo di perdita del gusto il 27,5% è risultato positivo; analogamente su 100 persone che hanno presentato il sintomo di perdita dell’olfatto è risultato positivo il 25,4%”.

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