Coronavirus Covid-19: vescovi umbri, “riscoprire la comunità familiare come ‘chiesa domestica’”

“L’attuazione oggettiva della Pasqua di Cristo nell’azione eucaristica della Chiesa non dipende” dalla presenza dei fedeli. “Una cosa è la validità oggettiva, altra la fecondità o la fruttuosità soggettiva”. Lo ricorda in una nota la Conferenza episcopale umbra in una nota sulle celebrazioni della Settimana Santa che, per l’epidemia da Coronavirus, si svolgeranno senza la partecipazione della comunità. “La presenza del popolo di Dio non è accessoria e il sacerdozio battesimale è inseparabilmente unito a quello ministeriale – continua la nota -. La Messa però non dipende dal sacerdozio battesimale. I fedeli ‘compiono la propria parte nell’azione liturgica’, ma non sono loro che attuano e rendono presente il gesto di Cristo che si offre al Padre”. I vescovi umbri precisano che “la decisione assunta non è dunque di sospendere le Messe, ma di celebrarle senza il popolo”.”Una scelta obbligata, che ovviamente non esclude che si debbano incrementare molteplici forme di preghiera e di carità e ricercare i tanti tipi di presenza e dialogo con i fedeli resi possibili dai moderni mezzi di comunicazione”. “La mancanza della Messa ‘coram populo’ chiama tutti i fedeli ad educarsi o ri-educarsi ad un rinnovato clima di ascolto della Parola di Dio, riflessione e preghiera per riscoprire la comunità familiare come ‘chiesa domestica’ o piccola chiesa nella grande Chiesa”. La certezza espressa dalla Ceu è che “ogni giorno numerose azioni eucaristiche sono celebrate vicino alle nostre case rappresenta una grazia e una benedizione per tutti”. “Ad esse ci uniamo spiritualmente ed offriamo al Signore le nostre sofferenze e lo stesso ‘digiuno eucaristico’, affinché Dio ci aiuti a superare questo momento doloroso e sia vicino a quanti soffrono nel corpo e nello spirito”.

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