Coronavirus Covid-19: Stati Uniti, mons. Coakley elogia la risposta all’epidemia, segnala le situazioni di povertà e invia un pensiero all’Italia

(da New York) Un elogio pubblico al presidente degli Stati Uniti, per il varo del pacchetto di aiuti in risposta al Covid-19, è stato espresso dall’arcivescovo Paul Coakley, presidente della Commissione per la giustizia e lo sviluppo della Conferenza episcopale Usa. Il presule ha elogiato anche i membri del Congresso per aver sottoscritto il Cares Act, uno strumento che consentirà di sollevare dall’emergenza milioni di americani. “Siamo grati per le molte disposizioni che aiuteranno i poveri e i vulnerabili”, scrive mons. Coakley, sottolineando l’importanza degli aiuti alle imprese e a quanti hanno perso il lavoro, come anche quelli ai servizi sanitari e alle istituzioni di beneficenza. Gli ospedali cattolici beneficeranno anche di queste sovvenzioni, pur essendo considerati privati. Il presidente della Commissione ecclesiale si dice consapevole anche delle imperfezioni e dei miglioramenti da aggiungere al pacchetto soprattutto nei riguardi degli immigrati e delle persone senza documenti a cui è stato negato l’accesso ai test alla copertura sanitaria: “Escludendoli si mette a rischio il benessere e la salute di tutti”.
Servono anche investimenti per senzatetto, per l’emergenza cibo, per i malati e i carcerati, insiste il vescovo, assicurando che la Chiesa farà la sua parte. Mons. Coakley ha parole di apprezzamento per gli sforzi degli operatori sanitari, dei dipendenti dei supermercati e di tanti altri che “stanno lavorando per mantenerci sani e salvi”. Un ultimo pensiero va all’Italia e ai suoi cittadini che pur restando a casa “hanno trovato il modo di offrire bellezza e speranza” a tutto il mondo.

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