“Pochi giorni addietro, nella sua prima enciclica ‘Magnifica humanitas’ – come è stato poc’anzi ricordato – il Pontefice Leone XIV – che, nei giorni scorsi, ha svolto un importante viaggio apostolico in Spagna – ha richiamato questa esigenza: l’Intelligenza artificiale deve rispettare le capacità di ogni persona, non ridurla a elemento marginale di processi automatizzati. Perché – ha scritto – ‘il lavoro resta una dimensione fondamentale dell’esperienza umana: non soltanto un mezzo di sostentamento, ma luogo di espressione, di relazioni, di contributo alla comunità’”. Lo ha affermato oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Venezia al XIX Simposio Cotec su “Ripensare il lavoro nell’era dell’Intelligenza artificiale: trasformazione, opportunità e governance”.
“L’alternativa – ha spiegato il Capo dello Stato – riguarda i giovani, e milioni di persone, di ogni età e condizione, per l’accesso ai servizi più elementari – nuova frontiera della cittadinanza – e milioni di lavoratori che dovranno acquisire nuove capacità per operare in ambienti produttivi integrati con sistemi di IA”. “Oggi il 99% della popolazione mondiale è un mero utilizzatore passivo delle nuove tecnologie: la capacità di comprenderne i meccanismi, di intervenire nella loro programmazione, è di pochi”, ha osservato Mattarella, ammonendo: “Una tendenza che va invertita. Con urgenza”.