Intelligenza artificiale: Mattarella, “realtà talmente potenti da pretendere di disattendere se non di travolgere ogni regola”

(Foto Ufficio Stampa per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“L’Intelligenza artificiale rappresenta, in ampia misura, un acceleratore per chi sia dotato di capitali e di risorse energetiche, di infrastrutture tecnologiche, di dati e di competenze avanzate. Il divario tra chi ne dispone e chi ne rimane escluso potrà ampliarsi”. Lo ha sottolineato oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Venezia al XIX Simposio Cotec su “Ripensare il lavoro nell’era dell’Intelligenza artificiale: trasformazione, opportunità e governance”.
“La concentrazione del controllo delle nuove tecnologie nelle mani di pochissimi soggetti privati – che stanno invadendo domini sino a ieri riservati a responsabilità degli Stati e delle organizzazioni deputate a tali scopi dai trattati internazionali, a partire dallo spazio – ne ha fatto realtà talmente potenti da pretendere di disattendere se non di travolgere ogni regola”, ha osservato il Capo dello Stato, parlando di “nuovi pretesi attori di imponderabile legittimità, per un nuovo disordine internazionale”. “Eppure, qualsiasi attività umana sollecita norme di comportamento e di relazione, un codice, una grammatica”, ha ammonito Mattarella, per il quale “si presenta, quindi, un palese tema di sovranità, su questioni che coinvolgono sicurezza della società e diritti dei cittadini”. Ricordando come “la dicotomia tra benefici e minacce di un salto tecnologico si presenta ciclicamente nella storia” e “ogni grande innovazione ha sollecitato speranze e timori, generando progressi quando compresa nei suoi fini intrinseci e orientata al progresso dell’umanità”, il presidente ha affermato che “questa dicotomia va sciolta. Non nella direzione di una demonizzazione del cambiamento. Al contrario: per esaltarne gli immensi effetti positivi. Sapendolo sapientemente governare, con il fine ultimo di tutelare la dignità delle persone, moltiplicare la consapevolezza – dunque la libertà – dei cittadini e sapendo che il lavoro di ciascuno vi è strettamente connesso”.

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