“Come architetto ardente di fede, il venerabile Antoni Gaudí pensò questi spazi volendo raccontare i misteri della vita del Signore: in tal modo ci ha proposto un pellegrinaggio spirituale, che porta all’incontro con Cristo nato, morto e risorto per noi”. È questa, per il Papa, la sintesi del messaggio della Sagrada Familia. “Insieme a Gaudí, commemorando il centenario della sua morte – ha detto nell’omelia della messa da lui presieduta – ricordiamo e ringraziamo questa sera tutti i promotori e i benefattori, gli artisti e le maestranze che cooperano a edificare un capolavoro architettonico che è anche un’eloquente catechesi fatta di pietre, di colori e di luce”. “In questo tempio d’immagini appare ancor più evidente come l’arte e la bellezza siano eminenti canali di evangelizzazione”, ha affermato Leone XIV: “Nella sua saggezza, la Chiesa rinnova così la Biblia pauperum delle antiche cattedrali, che sono in sé stesse ricchissimi messaggi di evangelizzazione”. “La bellezza di questo tempio ci sproni ad imparare sempre più dal nostro Maestro e Signore l’arte di vivere secondo il suo Vangelo”, l’auspicio finale: “Mentre alziamo lo sguardo a lui, il Crocifisso Risorto, impegniamoci a sollevare il viso di chi è nella polvere. E dimostriamo così che la Sacra Famiglia è la chiesa più alta del mondo non per primeggiare in classifiche mondane, ma per guidare i passi del popolo di Dio pellegrino in questa terra di Catalogna, con la croce che illumina il cammino, come lampada accesa nell’attesa del ritorno dello sposo”.