Libano: arcivescovi di Tiro, “il popolo di Tiro merita vita e sicurezza, non paura e distruzione”

Un appello urgente alle massime autorità libanesi e alla comunità internazionale per scongiurare una catastrofe umanitaria e preservare uno dei luoghi più significativi del patrimonio storico del Paese. È quello lanciato dagli arcivescovi di Tiro – il metropolita George Iskandar, il metropolita Elias Kfoury e l’arcivescovo Charbel Abdullah – di fronte alla crescente escalation militare che minaccia la città del Libano meridionale. Nel comunicato, i presuli chiedono al presidente della Repubblica, al presidente del Parlamento, al primo ministro e al ministro della Difesa di adottare “misure immediate e serie” per salvare la Città Vecchia di Tiro dalla distruzione. La zona, sottolineano, “non è semplicemente una zona residenziale: è il cuore storico e umano di Tiro, casa di migliaia di civili, tra cui famiglie, bambini e anziani”. I responsabili delle Chiese presenti a Tiro invitano le autorità a intervenire “ciascuno secondo il proprio ruolo e le proprie responsabilità”, mobilitando ogni sforzo sul piano politico, diplomatico e della sicurezza per garantire la protezione dei civili e la salvaguardia delle condizioni essenziali di vita nella città. Un richiamo è rivolto anche alla comunità internazionale, alle Nazioni Unite e agli organismi umanitari, chiamati ad assumersi le proprie responsabilità nel rispetto del diritto internazionale. “Il popolo di Tiro merita vita e sicurezza, non paura, sfollamento e distruzione”, affermano i presuli.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia