La Rete Teologica Mediterranea (RTMed) rende pubblico oggi, in occasione degli Incontri mediterranei di Barcellona per la benedizione della Torre di Gesù della Sagrada Familia, il documento Note di metodo per una teologia dal Mediterraneo, frutto di un percorso di ricerca e confronto che ha coinvolto teologi, teologhe e istituzioni accademiche delle diverse sponde del Mediterraneo. Il testo è stato consegnato, ieri, a Leone XIV come contributo della Rete internazionale impegnata a sviluppare una riflessione teologica capace di interpretare le sfide del presente e promuovere una cultura dell’incontro, della pace e del dialogo tra i popoli e le religioni. Dopo il Manifesto per una teologia dal Mediterraneo, il nuovo documento propone criteri metodologici per leggere la realtà mediterranea alla luce del Vangelo. Il Mediterraneo viene riconosciuto come “luogo teologico”, spazio di incontro tra persone, culture e fedi, nel quale pluralità religiosa, diversità culturale, conflitti e speranze si intrecciano continuamente. Al centro della proposta vi è la categoria del “tra”, intesa come cifra di un pensiero aperto, relazionale e interdisciplinare. Il Mediterraneo, “mare tra le terre che separa e unisce”, suggerisce che le identità si rafforzano nell’incontro e nel dialogo. Da qui l’invito a sviluppare una teologia non solo “del” dialogo, ma “in” dialogo, capace di attraversare frontiere culturali, religiose e disciplinari. Una teologia che si fa cammino, processo, che si costruisce in rete e contribuisce a tessere trame di pace e di speranza. Le Note di metodo, tradotte in varie lingue tra le quali l’arabo, spiega una nota, sottolineano l’importanza dell’ascolto e del discernimento, partendo dalle storie delle persone e dalle esperienze delle comunità. Particolare attenzione è dedicata al tema della pace: la teologia è chiamata a diventare scuola di riconciliazione e giustizia, contribuendo alla costruzione di una cultura della fraternità. Il documento richiama anche la necessità di rafforzare la formazione teologica attraverso percorsi accademici condivisi, favorendo la cooperazione tra istituzioni, studenti e docenti. Le Note di metodo vengono così offerte al dibattito ecclesiale, accademico e culturale come un contributo aperto e condiviso. Non un punto di arrivo, ma un cammino comune, nella convinzione che il Mediterraneo possa diventare oggi un laboratorio di fraternità, dialogo e pace per le Chiese e per il mondo.