Cei: “la trasmissione della fede cristiana oggi non è più un processo normale”

“La trasmissione della fede cristiana oggi non è più un processo normale, che si possa dare per assodato”. È il nodo che “Radicati e costruiti in Cristo”, le linee di orientamento della Conferenza episcopale italiana (Cei) per l’attuazione del Documento di sintesi del Cammino sinodale, pone al centro della prima priorità: riportare al centro il dono della fede. Il documento riconosce che “alcune forme di trasmissione della fede su cui ancora contiamo non sono più adeguate, soprattutto con i giovani e con gli adulti”, e rilancia la centralità del kerygma – il primo annuncio – come “il cuore che alimenta la fede e la formazione dei cristiani”. La fede, si sottolinea nel testo, è “inscindibilmente radicata nella testimonianza della carità cristiana”: per questo è indispensabile una “riconnessione vitale” di tutto l’impegno caritativo-sociale delle Chiese con la fede professata. Sul versante della formazione, la Cei chiede di avviare percorsi di primo o di secondo annuncio agli adulti, di investire sull’iniziazione cristiana come processo che coinvolge l’intera comunità – e non solo i catechisti – e di rendere le celebrazioni liturgiche “significative, attrattive e accessibili”. In questa prospettiva, la pietà popolare è riconosciuta come “una risorsa in quei contesti in cui rappresenta un’eredità viva”.

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