Cei: parrocchie chiamate a diventare “punto di riferimento e luogo accogliente”

“In una società dove i luoghi della vita comunitaria si rarefanno sempre di più, e si moltiplicano i non-luoghi, le parrocchie sono chiamate a far crescere la dimensione estroversa del loro essere comunità missionarie, vincendo la tentazione di una routine autoreferenziale, e diventando un punto di riferimento e un luogo accogliente”. È uno dei passaggi-chiave di “Radicati e costruiti in Cristo”, le linee di orientamento della Conferenza episcopale italiana (Cei) a conclusione del Cammino sinodale. Il testo, nella sua seconda linea di orientamento, affronta la “riconfigurazione coraggiosa della Chiesa sul territorio” come urgenza non più rinviabile. La forma delle parrocchie va ripensata per renderle luoghi “dove avvenga un reale incontro con il Signore Risorto”, “dove si viva la fraternità”, “dove si sia comunità che evangelizza e attrae”. Punto di arrivo è una visione della parrocchia come “comunità di comunità” – variamente configurata in vicariati, zone pastorali, decanati – che tenga conto del calo numerico dei presbiteri. Il documento cita esplicitamente Leone XIV: “Lì dove le relazioni umane e sociali si fanno difficili e il conflitto prende forma, magari in modo sottile, deve farsi visibile una Chiesa capace di riconciliazione”. Nei prossimi anni si valuterà anche la possibilità di accorpamenti tra diocesi, sulla base di un lavoro condotto dalle Conferenze episcopali regionali.

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