Infanzia maltrattata: Cesvi, le “Case del Sorriso” per migliorare la condizione di minorenni e famiglie in contesti complessi

(Foto Cesvi)

Per fronteggiare il problema del maltrattamento e della trascuratezza verso bambine e bambini, Fondazione Cesvi ha attivato nelle città di Bari, Napoli, Siracusa e Milano il programma “Case del Sorriso”, finalizzato proprio a migliorare la condizione di minorenni e famiglie. Le strutture di sostegno all’infanzia di Cesvi – è stato ricordato oggi in occasione della presentazione a Roma della settima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, curato da Fondazione Cesvi – sono attive in contesti molto complessi, segnati da fragilità economica e socioculturale, criminalità minorile, dispersione scolastica e carenza di spazi educativi e di aggregazione: a Napoli nel quartiere di San Pietro a Patierno, a Bari nel quartiere San Paolo, a Siracusa vicino al quartiere periferico di Mazzarona. Nei prossimi mesi sarà inaugurata un’ulteriore Casa del Sorriso nel municipio 9 di Milano, caratterizzato da un forte disagio giovanile. Gli spazi offrono attività di sostegno psicologico e ascolto, di supporto alla genitorialità, laboratori sportivi, psicomotori, artistico-espressivi, proposte educative.
“Come Cesvi continuiamo a lavorare in questa direzione attraverso le Case del Sorriso e i programmi di sostegno alle famiglie, convinti che ogni intervento di prevenzione rappresenti non solo una tutela dei diritti dell’infanzia, ma anche un investimento strategico per il futuro del Paese. Garantire a ogni bambino un ambiente sicuro, relazioni di qualità e opportunità di crescita significa costruire una società più equa, coesa e resiliente”, dichiara Stefano Piziali, direttore generale di Fondazione Cesvi.
Il programma “Case del Sorriso” è attivo anche in altri Paesi del mondo, con strutture che offrono spazi protetti di gioco, distribuzione di pasti, sostegno alle attività scolastiche e igiene personale ai minorenni e alle famiglie in difficoltà in Brasile, ad Haiti, in India, Sudafrica, Perù e Zimbabwe. Il programma è attivo anche con progetti a favore dell’infanzia in zone colpite da gravi emergenze umanitarie innescate da conflitti, dove la Fondazione fornisce, in affiancamento agli interventi di risposta all’emergenza, attività per i bambini, di tipo educativo e ricreative, supporto psicosociale e accesso ai servizi igienico-sanitari.

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