Lavoro: Anmil, “anche gli incidenti stradali entrino nel tema sicurezza”

La strada continua a mietere vittime e queste sono correlate alla vita lavorativa. Quattro vite spezzate in meno di ventiquattr’ore sulle strade del frusinate. Dopo il terribile impatto di ieri sulla Sora-Avezzano, costato la vita ad un imprenditore edile sessantaseienne e a due suoi giovani operai originari del Gambia e della Nigeria che rientravano dal cantiere, questa mattina la via Morolense si è trasformata nell’ennesimo scenario di morte per lo scontro tra un’auto e un autotreno, in cui ha perso la vita un cinquantenne di Veroli. Di fronte a questa scia di incidenti, l’Anmil chiede un cambio radicale di prospettiva, perché “non è possibile più scindere la sicurezza stradale dalla sicurezza sul lavoro”.
“Quando un furgone con tre operai si schianta mentre torna in sede dopo una giornata di fatica, o quando un mezzo pesante si scontra con un’auto su un rettilineo provinciale, non siamo di fronte a una tragica fatalità della viabilità – dichiara il presidente dell’Anmil, Amedeo Bozzer – siamo davanti a una vera e propria strage del lavoro in itinere. La logistica, gli spostamenti stanno sempre più mietendo vittime e a questo punto dobbiamo avere la consapevolezza di sostenere a gran voce che le nostre strade sono, a tutti gli effetti, i cantieri più pericolosi d’Italia e non si possono considerare queste tipologie di incidenti solo come un mero fattore di rischio secondario”.
“Avere il lavoro sotto casa – aggiunge Bozzer – per alcuni è possibile, ma chi si deve spostare assume un rischio maggiore, di cui il datore di lavoro dovrebbe tenere conto anche nel compenso. Ma al di là del punto economico, qui vogliamo parlare della vita lavorativa. Non possiamo nasconderci dietro a un dito perché dietro queste tragedie ci sono spesso turni massacranti, fretta stradale imposta dai ritmi di consegna, infrastrutture inadeguate e una stanchezza che uccide quanto la mancanza di un casco o di un’imbracatura. La vita è così frenetica che spesso ci si dimentica quanto sia doveroso rallentare per preservare la salute. Esprimo il dolore profondo di tutta l’Anmil alle famiglie delle vittime di Frosinone, Veroli e di quei due giovani ragazzi nigeriani e gambiani venuti in Italia per costruire un futuro e che invece hanno trovato la morte sull’asfalto. Alle istituzioni e alle associazioni di categoria chiediamo un tavolo urgente sulla sicurezza dei trasporti legati al lavoro. Se non mettiamo in sicurezza il viaggio dei lavoratori, ogni discorso sulla prevenzione nei cantieri o nelle fabbriche rimarrà parziale”.
L’Anmil continuerà a monitorare la situazione e a battersi affinché il viaggio da e per il luogo di lavoro riceva le stesse tutele, gli stessi controlli e gli stessi investimenti tecnologici e infrastrutturali di qualsiasi altro reparto produttivo. Gli incidenti avvengono nell’ora della massima congestione, quando pendolari e autotrasportatori percorrono le medesime strade: anche su quest’aspetto Anmil chiede che si possa urgentemente aprire un dibattito.

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