(Torino) “L’editoria e la libreria cattolica non sono strumenti accessori ma parte della missione culturale della Chiesa. Senza editoria la parola si indebolisce, senza librerie la parola non arriva”. Lo ha affermato oggi Crispino Di Girolamo, presidente della Uelci, nel corso dell’assemblea di editori e librai cattolici che si è svolta a Torino nel contesto della XXXVIII edizione del Salone internazionale del Libro.
In una riunione molto partecipata, alla quale è stato presente anche il card. José Tolentino de Mendonça, sono state esposte “le fatiche e le preoccupazioni ma anche la passione con cui continuiamo a fare questo lavoro”. “Non ho trovato rassegnazione”, ha commentato Di Girolamo: “C’è fatica ma non resa. È un segno che, nonostante tutto, crediamo ancora in quello che facciamo”. Richiamando le parole rivolte da Papa Leone alla Lev e al Salone del Libro, il presidente della Uelci ha sottolineato che “ci interrogano anche come soci. Il nostro lavoro non riguarda soltanto la produzione e la diffusione di libri ma la custodia di uno spazio di libertà, di pensiero e di formazione umana in un tempo segnato dalla velocità”. “Il libro – la convinzione – continua ad essere uno strumento capace di educare al discernimento, al dialogo e alla profondità. Per questo sentiamo come nostra la responsabilità di continuare a pubblicare, promuovere e diffondere libri che aiutino le persone a pensare, crescere e aprirsi con intelligenza e speranza”. “La nostra – ha aggiunto – non è solo un’attività è una missione”. “Siamo più forti di quanto sembriamo ma meno compatti di quello che dovremmo essere”, ha osservato: “Non saremo mai forti fuori se siamo divisi dentro, dobbiamo camminare insieme o il futuro lo subiremo da soli”. Da Di Girolamo l’indicazione a “tornare ad essere presenza riconosciuta, autorevole nei luoghi dove si decide”. Alla Conferenza episcopale italiana Uelci “non chiede assistenzialismo, ma alleanza” a partire dal “riconoscimento del valore culturale ed ecclesiale del nostro lavoro”. È stato proposto un “tavolo permanente stabile con la Cei” e “annunciato per ottobre un Patto per la lettura cattolica rimettendo il libro al centro della vita ecclesiale”. Anche perché le “librerie sono presidi di evangelizzazione; se ne chiude una è una luce che si spegne”. Infine, dal card. Tolentino de Mendonça – ha spiegato Di Girolamo – abbiamo ascoltato “parole che ci hanno incoraggiato e orientato, hanno aperto spazi interiori, hanno dato respiro al nostro lavoro”. “Gli abbiamo chiesto di riunirci in autunno a Roma per i nostri 80 anni in un momento di cultura e spiritualità”.