(Torino) “Abbiamo il bisogno di costruire una cultura tra i bambini che sia funzionale alla realizzazione di una giustizia più avanzata. Per questo dobbiamo trovare delle modalità di incontro, di formazione”. È la convinzione espressa da Nando Dalla Chiesa, intervenendo in mattinata all’evento “Dire, fare e lottare contro la mafia oggi” nello stand dei media Cei-Uelci alla XXXVIII edizione del Salone internazionale del Libro di Torino.
“Gli strumenti sono molti di più di quello che si pensa”, ha spiegato il professore che ha voluto elogiare “la forza creativa che gli insegnanti trasferiscono agli studenti”. “I bambini – ha osservato – hanno una capacità di mettersi in sintonia con la giustizia che noi non immaginiamo”. “I principi ce li trasmettono anche loro”, ha proseguito prima di raccontare un piccolo episodio domestico: “Ero in bagno per lavarmi i denti quando ho sentito bussare alla porta mio nipote che mi ha rimproverato: ‘Nonno, stai sprecando troppa acqua’”. “A scuola qualcuno gli ha insegnato che l’acqua è un grande valore essendo un bene scarso. Alla sua età non avrei mai avuto il coraggio di dire ad una persona adulta che stava sbagliando”, ha commentato per poi sottolineare “la sensibilità delle nuove generazioni, dei bambini”. Con loro “dovremmo lavorare molto di più; nelle scuole elementari si ha modo di mettere le radici al sentimento di legalità che ti prepara ad accogliere le spiegazioni più complicate”. “Facciamo educazione alla legalità ed educhiamo anche al principio secondo cui ogni cittadino deve contribuire al benessere del Paese in ragione dei mezzi che ha, però nei fatti questo poi non avviene perché il sentimento che ti induce a praticare un principio giusto è quello di solidarietà senza il quale il principio giusto non si applica”. “È come se uno seminasse su un terreno arido o sulla roccia; dobbiamo invece mettere in condizione il predicatore di buoni principi a seminare su un terreno fertile”. E il terreno fertile è quello dei bambini: “Per questo sono grato a chi lavora su un terreno che sembra lontano dalla giustizia”. Un’ultima considerazione Dalla Chiesa l’ha rivolta al fatto che di “bambini ce ne sono pochi. E laddove ce ne sono molti li vanno a uccidere, a sterminare. Non se ne può più. Dobbiamo mettere i bambini al centro della nostra prospettiva”.