Memoria: Tanzarella, “le lettere di don Milani fanno ancora paura”

(Foto Calvarese/SIR)

“Le lettere di don Milani fanno ancora paura, soprattutto se finiscono nelle mani dei giovani”. È uno dei passaggi centrali del discorso di Sergio Tanzarella nell’incontro ospitato nello Spazio Media Cei e Uelci del Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 per la presentazione del volume “Abbasso le guerre. Rileggere don Milani nell’epoca della terza guerra mondiale a pezzi” (Il Pozzo di Giacobbe), curato dallo storico della Chiesa Sergio Tanzarella. Accanto a lui, Luigino Bruni, Maria Paola Azzario e Lilli Genco hanno riletto l’attualità delle lettere ai cappellani militari e ai giudici, testi che il curatore definisce “tra i meno letti e meno citati del milanismo”. Tanzarella ha spiegato come la nuova edizione critica nasca dall’esigenza di restituire i testi originali, liberandoli dagli errori presenti nelle ristampe precedenti. Ma soprattutto dalla necessità di riportare al centro una riflessione sulla guerra, sulla coscienza e sulla responsabilità civile. “Viviamo schiacciati dal presentismo – ha osservato – mentre ai giovani viene consegnato il nulla della nostra storia civile”. Nel dibattito è emerso anche il tema della “guerra giusta”, tornato nel confronto pubblico e teologico contemporaneo. Bruni ha denunciato il rischio di un uso ideologico della religione e della tradizione cristiana per giustificare i conflitti, ricordando come don Milani abbia scelto di “cambiare patria”, mettendosi dalla parte dei poveri e degli oppressi. Per Maria Paola Azzario, presidente del Club Unesco di Torino, la sfida educativa resta decisiva: “La scuola non ha bisogno di nuove menzogne sulla storia e sulle guerre, ma di testimonianze di nonviolenza”. Un richiamo che attraversa l’intero volume e che, a sessant’anni di distanza, continua a interrogare il presente.

(Foto Calvarese/SIR)

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa