La sede della Conferenza episcopale spagnola ha ospitato oggi la presentazione del rapporto sull’impegno delle chiese a favore dei migranti, documento redatto dal “Tavolo di dialogo interconfessionale di Spagna”. Il rapporto nasce a seguito di una giornata di riflessione organizzata dal “Tavolo interconfessionale” nel 2024 con l’obiettivo di scambiare informazioni sulle attività svolte da ciascuna confessione nel campo dell’accoglienza dei migranti e mettere in luce il “contributo cristiano” di fronte alla sfida umanitaria. Dal rapporto emerge come le chiese e le organizzazioni sociali evangeliche o protestanti assistano ogni anno in Spagna circa 150.000 migranti attraverso i loro programmi di accoglienza, inserimento lavorativo, assistenza legale, corsi di lingua, attività socioculturali e sostegno psicologico. Dispongono inoltre di 4.763 luoghi di culto che svolgono “un’opera di assistenza di base, nonché di integrazione e accompagnamento nelle diverse comunità”. Le chiese ortodosse dispongono di 241 luoghi di culto dove si svolge un’opera di accompagnamento, sostegno familiare, integrazione sociale e lavorativa e assistenza spirituale. Queste attività si concretizzano in un aiuto diretto ai migranti in situazione di vulnerabilità, inclusi rimpatri, servizi di orientamento, sostegno giuridico e assistenza a persone malate, anziane o senza fissa dimora.
La chiesa cattolica svolge la sua opera di assistenza primaria – accompagnamento e integrazione – attraverso le 22.921 parrocchie distribuite nelle 70 diocesi spagnole, oltre alle 3.900 comunità religiose, alle 79 associazioni e movimenti laicali, ai 4.925 centri di istruzione e alle 17 università cattoliche presenti in Spagna, i 972 centri sociosanitari cattolici, i 9.060 servizi di assistenza e i 160 centri specificamente orientati all’accoglienza di immigrati, rifugiati e profughi.