Venezuela: la Corte interamericana dei diritti umani chiede la liberazione di tutti i detenuti politici

Sebbene le autorità venezuelane abbiano segnalato oltre 8.000 beneficiari della legge di amnistia approvata nelle scorse settimane, le organizzazioni civili registrano solo 186 persone in piena libertà, mentre altre 554 rimangono soggette a misure cautelari, definite come “libertà vigilata”. A denunciarlo, davanti all’Organizzazione degli Stati americani (Osa), è la Commissione interamericana dei Diritti umani (Cidh, che ha chiesto, ieri, l’immediata liberazione di tutti i detenuti politici nel Paese. “La democrazia non è un ornamento del sistema interamericano, è la sua condizione di possibilità e la privazione arbitraria della libertà per motivi politici è una delle espressioni più gravi del crollo dello Stato di diritto in Venezuela”, la dichiarazione della segretaria esecutiva della Cidh, Tania Reneaum, intervenuta al Consiglio permanente dell’Osa.
Nei giorni scorsi, la presidente ad interim, Delcy Rodríguez, aveva annunciato la chiusura dei procedimenti di liberazione associati alla legge di amnistia approvata in febbraio. Secondo l’Ong Foro Penal, in Venezuela ci sono 454 detenuti politici, tra cui 41 stranieri o con doppia nazionalità. Un’altra ong, il Comitato per la libertà dei prigionieri politici (Clippve) denuncia “le torture e i trattamenti crudeli, inumani e degradanti che continuano a essere inflitti alle persone detenute per motivi politici in carceri come El Rodeo I, El Fuerte Guaicaipuro, Yare e in varie celle di polizia che oggi fungono da centri di tortura”.

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