Tutto pronto nella diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano per le iniziative promosse in occasione del centenario della morte del venerabile don Antonio Palladino, figura di riferimento per la vita ecclesiale e sociale del territorio di Cerignola.
Le celebrazioni si apriranno giovedì 14 maggio con un appuntamento particolarmente significativo, curato da mons. Nunzio Galantino. Alle ore 17, presso la sala consiliare di Cerignola, si terrà l’incontro dal titolo “Don Antonio Palladino e la Rerum novarum”, occasione di riflessione sul pensiero sociale del venerabile. Nel corso del pomeriggio saranno inoltre premiati gli studenti delle scuole secondarie superiori del territorio diocesano che hanno partecipato al concorso scolastico dedicato proprio al rapporto tra don Palladino e l’enciclica Rerum novarum, segno concreto dell’attenzione delle nuove generazioni verso i temi della giustizia sociale e del bene comune.
Altro momento significativo si terrà lunedì 18 maggio, alle ore 20.30 presso il Salone “Giovanni Paolo II” della curia vescovile, con l’incontro “Don Palladino e l’esperimento di cassa rurale a Cerignola”, che vedrà la partecipazione di Luigino Bruni, economista, docente universitario e saggista di rilievo nazionale.
A seguire, saranno consegnati i diplomi ai partecipanti alla Scuola diocesana del Pensiero sociale della Chiesa “V. Bachelet” di questo primo anno, a testimonianza dell’impegno della diocesi nella formazione culturale e sociale ispirata alla Dottrina sociale della Chiesa.
Il programma celebrativo troverà il suo fulcro venerdì 15 maggio, con un momento di particolare solennità e rilevanza per tutta la diocesi: alle ore 19.30, presso la cattedrale di Cerignola, si terrà la solenne celebrazione eucaristica nel centenario della morte del venerabile don Antonio Palladino, presieduta dal card. Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi.
“L’intero programma intende offrire alla comunità diocesana e civile occasioni di approfondimento spirituale, culturale e sociale, nel solco dell’eredità lasciata da don Palladino, la cui testimonianza continua a parlare all’oggi della nostra storia”, sottolinea la diocesi.