“Esorto tutti a leggere libri, come antidoto alla chiusura mentale, che si riflette in atteggiamenti rigidi e in visioni riduttive della realtà”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo oggi nella Sala del Concistoro dirigenti e personale della Libreria editrice vaticana, in occasione del centenario della casa editrice. Era infatti il 1926 quando la Lev venne resa autonoma dalla Tipografia vaticana, nata nel 1587. “In questi cento anni di vita – ha ricordato il Pontefice – la Libreria editrice vaticana ha servito nove Pontefici, propagandone il Magistero come contributo alla diffusione del Vangelo nel mondo”. Il Papa ha condiviso tre riflessioni sul valore del libro, definendolo anzitutto “un’occasione per pensare”. “Nell’epoca del digitale – ha sottolineato Leone XIV – la fisicità del libro ci rimanda al ruolo del pensiero, della riflessione e dello studio”. Leggere, ha affermato, “è nutrire la mente, aiuta ad alimentare un senso critico consapevole e formato, a guardarsi da fondamentalismi e scorciatoie ideologiche”. Il Pontefice ha poi richiamato la dimensione relazionale: “Il libro è un’occasione per incontrare. Quando abbiamo in mano un libro, incontriamo idealmente il suo autore. Ma nello stesso tempo incontriamo coloro che lo hanno letto prima di noi, o che lo stanno leggendo o lo leggeranno”. Un’eredità, ha aggiunto, raccolta da Papa Francesco, che “ci ha insegnato a praticare la cultura dell’incontro”.