Enzo Bianchi: mons. Debernardi (emerito Pinerolo), “legato a lui da una forte amicizia, gli sono stato vicino anche nei momenti dolorosi del suo allontanamento”

“La morte di Enzo Bianchi è per me una fonte di grande dolore; ero legato a lui da una forte amicizia che risaliva ai tempi in cui io ero un giovane prete e lui, studente di Sociologia, frequentava la cascina di don Cesare Massa (sacerdote di Vercelli) a Bose. Era un giovane riflessivo e profondo e dal temperamento forte e generoso”. Così mons. Pier Giorgio Debernardi, vescovo emerito di Pinerolo, ricorda Enzo Bianchi in un commento pubblicato sul sito web di “Vita diocesana pinerolese”.
“Gli sono stato vicino anche nei momenti dolorosi del suo allontanamento da Bose, una separazione per cui l’ho visto versare molte lacrime sincere, una separazione frutto di precipitazione a vari livelli a cui anche Papa Francesco ha voluto in qualche modo rimediare, scrivendo la prefazione del penultimo libro di Bianchi, come a lanciargli un incoraggiamento”, ha aggiunto il vescovo, sottolineando che “anche mons. Bettazzi, in punto di morte, ha avuto un pensiero per Bose, chiamando il vescovo di Biella per invitarlo a riportare la pace nella comunità”. “Sono certo che il Signore nella sua grandezza e bontà lo accoglierà tra le sue braccia, consolandolo delle amarezze vissute negli ultimi anni”, ha concluso mons. Debernardi.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa