Si aggrava sempre di più il bilancio delle vittime delle inondazioni al confine tra Cina e Nepal. Si parla, ad oggi, di circa 1000 morti secondo quanto riferito dalle autorità preposte alla gestione delle emergenze mentre continua l’opera di soccorso che non conosce tregua. Caritas Nepal ha intensificato la propria risposta nelle aree colpite con interventi mirati a garantire assistenza immediata alle famiglie sfollate e alle comunità isolate. La struttura nazionale, in coordinamento con le autorità locali ha avviato una serie di operazioni di emergenza nelle zone accessibili del distretto di Rasuwa. In seguito alla perdita di scorte alimentari e utensili domestici, Caritas ha attivato cucine comunitarie in grado di fornire pasti pronti a 300 famiglie, con l’obiettivo di estendere il servizio attraverso partner locali nelle aree ancora irraggiungibili. Parallelamente, sono in distribuzione teloni, coperte e materassini per garantire riparo alle persone costrette a vivere all’aperto sotto piogge persistenti. Caritas Nepal fa sapere che sta inoltre fornendo ripari d’emergenza, kit essenziali a 1.000 famiglie, oltre a sistemi di illuminazione solare e ricarica per nuclei privi di elettricità. Una seconda fase prevede l’erogazione di fondi a 750 famiglie altamente colpite, per sostenere bisogni immediati e ripristino delle attività quotidiane. Ha inoltre consegnato medicine essenziali contribuendo alla continuità dei servizi sanitari in un’area dove strutture e ambulanze risultano insufficienti. Una squadra dedicata opera anche a Kathmandu per assistere gli sfollati giunti nella capitale e ospitati da parenti. Caritas Nepal conferma il proprio impegno nel coordinamento con le autorità nazionali e i cluster umanitari, mantenendo attive le cucine comunitarie, la distribuzione di beni non alimentari e il supporto alle famiglie in transito verso i centri di accoglienza.