“Un sacerdote instancabile, senza orari, senza limiti di disponibilità, ‘mangiato dalla gente’”. Così l’allora arcivescovo di Firenze, Ennio Antonelli, ricordava don Giancarlo Setti nel funerale celebrato in Santa Maria del Fiore il 23 settembre 2022. Nel centenario della nascita, che ricorre oggi, l’Associazione Agata Smeralda e l’Istituto Maria Cristina Ogier, insieme a don Bledar Xhuli, per tutti don Blady, figlio spirituale del sacerdote che lo accolse sedicenne in fuga dall’Albania, promuovono due iniziative per ricordarlo: il 22 settembre, anniversario della morte, una concelebrazione solenne alle 18 in San Lorenzo, la parrocchia che lo vide guida dal 1973 al 1980; il 9 ottobre, alle 17.30, un incontro pubblico nella sede dell’associazione, in via San Gallo. Nato a Scandicci il 23 luglio 1926, don Setti ebbe come modello il cardinale Elia Dalla Costa e come punto di riferimento nella formazione don Enrico Bartoletti, rettore del Seminario minore. Fu curato a Pontassieve, poi parroco a San Giovannino dei Cavalieri (1954-1973), San Lorenzo, Santi Gervasio e Protasio (1980-1995) e San Remigio, dedicandosi a giovani, famiglie, disoccupati e anziani. Dagli anni Quaranta fu legato a padre Pio da Pietrelcina, che gli affidò la direzione nazionale e internazionale dei gruppi di preghiera, e guidò decine di pellegrinaggi in Terra Santa. Nel 1975 ospitò a San Lorenzo la prima sede del Centro di aiuto alla vita presieduto dal professor Enrico Ogier, padre di Maria Cristina – oggi venerabile serva di Dio – che don Setti accompagnò spiritualmente dall’infanzia fino alla morte, nel 1974, a 19 anni.