Terremoto in Venezuela: Save the Children, “più rischi per la salute di donne in gravidanza e neomamme”

“In Venezuela, ad un mese dai due devastanti terremoti che hanno danneggiato strutture sanitarie e costretto circa 21.000 persone a lasciare le proprie case, migliaia di donne in gravidanza e neomamme hanno urgente bisogno di assistenza sanitaria, cibo adeguato e alloggi sicuri”. È questo l’allarme diffuso oggi da Save the Children.
Secondo le stime delle Nazioni Unite, tra le persone colpite dai terremoti ci sono circa 36.700 donne in gravidanza e circa 4.000 di loro partoriranno nel prossimo mese, pari a una media di circa 130 nascite al giorno.
Le donne hanno raccontato agli operatori di Save the Children che tra le oltre 5.000 persone morte nel disastro vi erano anche ginecologi, ostetrici e pediatri. La tragedia ha lasciato molte famiglie senza punti di riferimento per le proprie cure o per quelle dei loro figli.
Nello Stato di La Guaira, l’area più colpita dal sisma, il principale ospedale pediatrico resta chiuso. Sebbene siano garantite le cure di base, i casi più complessi devono essere trasferiti nella capitale Caracas.
Molte donne in gravidanza o caregiver e i loro figli hanno perso la casa e vivono oggi in rifugi temporanei, dove l’accesso all’assistenza prenatale, al cibo nutriente, all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari è limitato. A tutto questo si aggiunge il trauma della perdita dei propri familiari o delle persone care.
Nel frattempo, neonati e bambini piccoli che vivono in tende impregnate d’acqua si stanno ammalando a causa dell’umidità oppure sono esposti al rischio di contrarre malattie trasmesse dalle zanzare durante la stagione delle piogge, come la dengue. Alcune madri ospitate nei rifugi temporanei raccontano inoltre che, oltre allo stress e all’ansia, stanno affrontando enormi difficoltà nel procurarsi pannolini e altri beni essenziali per i propri bambini.
“Ogni giorno in Venezuela circa 130 bambini nascono da madri la cui vita è stata completamente stravolta dal terremoto e che stanno affrontando altissimi livelli di stress. Molte stanno dando alla luce i propri figli tra incertezza, sfollamenti e servizi sanitari gravemente compromessi. Riceviamo segnalazioni allarmanti di neonati che si ammalano nei campi dove le famiglie dormono su materassi umidi, esposti alla pioggia e in condizioni igienico-sanitarie precarie. Allo stesso tempo, molte donne stanno affrontando il dolore per la perdita dei propri cari, il trauma vissuto e la preoccupazione di non sapere più dove ricevere assistenza sanitaria dopo aver perso ginecologi, ostetrici e pediatri di fiducia”, ha dichiarato Fatima Andraca, direttrice di Save the Children in Venezuela.
“La gravidanza e la cura di un neonato rappresentano una sfida in qualsiasi circostanza. Nessuna madre dovrebbe essere costretta ad affrontarle vivendo in una tenda, mentre piange i propri cari e teme di non poter garantire al proprio figlio le cure di cui ha bisogno”, ha concluso Andraca.
Save the Children ribadisce che in Venezuela, nella risposta umanitaria e nella fase di ripresa, è imprescindibile dare priorità alle donne in gravidanza insieme ai loro figli, nel periodo post-partum e in allattamento, attraverso un coordinamento urgente, finanziamenti adeguati e interventi mirati.

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