Bambini 0-3 anni e dispositivi digitali: Sip e Terre des Hommes, necessarie linee guida nazionali, una rete, de-digitalizzazione dei servizi per infanzia, formazione

La proposta di legge “Disposizioni per la regolamentazione dell’esposizione ai dispositivi digitali nei bambini e nelle bambine da zero a tre anni a tutela del loro sviluppo neurocognitivo, fisico e relazionale e per la promozione di un graduale accesso al loro utilizzo durante la minore età” – presentata oggi al Senato su iniziativa della stessa senatrice e promossa insieme alla Società italiana di pediatria (Sip) e a Fondazione Terre des Hommes Italia Ets – si poggia su quattro pilastri.
La proposta prevede che, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, il ministero della Salute, insieme ai ministeri dell’Istruzione e della Famiglia, adotti Linee guida nazionali basate sulle evidenze scientifiche per evitare l’esposizione ai dispositivi digitali di bambini al di sotto dei 36 mesi e, per le età successive fino ai 18 anni, indicare i tempi massimi giornalieri e le modalità di accompagnamento educativo a un uso graduale e consapevole.
La proposta prevede l’introduzione, nei corsi di preparazione al parto e di accompagnamento alla nascita, di moduli dedicati all’impatto delle tecnologie digitali sui neonati e all’importanza di non utilizzare i dispositivi come strumenti abituali di sedazione o intrattenimento passivo. Consultori familiari, punti nascita e servizi per la prima infanzia dovranno distribuire materiali informativi alle famiglie. Pediatri di libera scelta e medici di medicina generale dovranno integrare nei bilanci di salute una consulenza specifica sull’uso dei dispositivi tra zero e tre anni.
Per i servizi educativi pubblici e privati destinati ai bambini da zero a tre anni, la proposta prevede il divieto di utilizzo dei dispositivi digitali nelle attività educative. I progetti educativi dovranno privilegiare la relazione, il gioco libero, il movimento e lo sviluppo del linguaggio. La proposta prevede inoltre una formazione specifica del personale educativo sui rischi dell’esposizione precoce.
La proposta prevede l’integrazione dei piani di studio universitari e dei programmi di formazione continua con moduli sulla neurobiologia dello sviluppo e sui rischi digitali. La formazione riguarderà pediatri, ostetriche, educatori, assistenti sanitari e assistenti sociali, affinché tutti i professionisti che incontrano bambini e famiglie possano riconoscere precocemente le situazioni di rischio e offrire indicazioni coerenti e fondate sulle evidenze scientifiche.
La proposta prevede inoltre l’istituzione, presso il Ministero della Salute, di un Tavolo tecnico nazionale permanente per la salute digitale dei minori, con la partecipazione delle istituzioni, dell’Istituto superiore di sanità, dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, delle società scientifiche, delle associazioni dei pediatri e dei neuropsichiatri infantili, delle associazioni familiari e degli enti del Terzo settore. Il Tavolo avrà il compito di monitorare l’attuazione della legge e di proporre l’aggiornamento almeno triennale delle Linee guida. La proposta prevede inoltre attività di ricerca sugli effetti dell’esposizione digitale e una relazione annuale alle Camere.

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