Nonostante i segnali di miglioramento registrati negli ultimi mesi, nella Striscia di Gaza l’emergenza nutrizionale resta grave. Secondo la nuova analisi Ipc diffusa oggi da Fao, Unicef e Programma alimentare mondiale (Wfp), circa 74mila bambini avranno bisogno di cure per la malnutrizione acuta nel prossimo anno, mentre 25mila donne in gravidanza e in allattamento necessiteranno di sostegno nutrizionale. Quattro governatorati della Striscia – Gaza Nord, Gaza, Deir Al-Balah e Khan Younis – sono inoltre destinati a raggiungere livelli di malnutrizione classificati come “allerta” (fase 2 Ipc). Le tre agenzie spiegano che il miglioramento dei tassi di malnutrizione è dovuto soprattutto all’espansione dei programmi di prevenzione e all’aumento dell’accesso alle cure per i casi più gravi, ma resta fortemente dipendente dagli aiuti umanitari. A Gaza, infatti, oltre il 70% dei terreni coltivabili risulta inaccessibile e soltanto il 3% è attualmente utilizzabile, mentre le importazioni commerciali di prodotti freschi e proteine continuano a essere irregolari. “La malnutrizione acuta è diminuita, ma molti bambini continuano a soffrire la fame e alcuni potrebbero non riprendersi mai completamente dalla prolungata mancanza di un’alimentazione adeguata”, ha dichiarato la direttrice generale dell’Unicef, Catherine Russell. Le agenzie lanciano infine un appello alla comunità internazionale affinché aumenti i finanziamenti per alimentazione, sanità, acqua, servizi igienico-sanitari e ripresa agricola, avvertendo che l’esaurimento delle risorse disponibili rischia di compromettere i progressi ottenuti e di mettere ulteriormente in pericolo i 2,1 milioni di abitanti della Striscia.