Terra Santa: giovani francescani di Gerusalemme pellegrini a Roma, “esperienza di fede, amicizia e comunione con la Chiesa universale”

(Foto Cts)

Dal cuore della Terra Santa al centro della cristianità. È l’esperienza vissuta dai giovani del gruppo “St. Francis Youth” di Gerusalemme, protagonisti di un pellegrinaggio a Roma promosso dalla Custodia di Terra Santa. Il movimento, ispirato alla spiritualità di san Francesco, riunisce adolescenti delle scuole medie e superiori che si incontrano settimanalmente per momenti di fraternità, riflessione sulla Sacra Scrittura e approfondimento della liturgia domenicale. “Attraverso questo gruppo giovanile, ci impegniamo nella formazione spirituale, culturale e civica dei giovani di Gerusalemme, aiutandoli a crescere come cristiani fedeli e membri responsabili della società”, spiega al sito della Custodia, Maria, una delle volontarie del gruppo. Guidati da fra Butrus Muallem della Custodia di Terra Santa e da suor Amal Hijazin, delle Suore di Santa Dorotea, i giovani hanno vissuto giorni di preghiera e di scoperta dei luoghi simbolo della fede cristiana. Tra i momenti più significativi, l’incontro con Papa Leone XIV: “È stata una grande benedizione ricevere la grazia di vedere il Papa e pregare dal profondo del cuore. Nonostante la grandezza e la magnificenza degli antichi edifici, il messaggio principale del cristianesimo rimane l’amore, la pace, l’umiltà e il servizio agli altri”, hanno raccontato due partecipanti, Lourdes e William. Particolarmente intensa anche l’esperienza della salita in ginocchio della Scala Santa, descritta dai giovani come un gesto di penitenza e contemplazione della Passione di Cristo. “Stancante ma spiritualmente intenso”, lo hanno definito Guadalupe e Jocelyne. Il pellegrinaggio ha incluso inoltre la visita al Vaticano e ad altri luoghi sacri della Città Eterna, oltre a momenti di incontro con coetanei italiani. “A Roma ho sentito che il viaggio era molto più che camminare tra strade e pietre antiche. Ogni luogo invitava a rallentare, riflettere e avvicinarsi a Dio”, ha affermato Nicola. Al termine dell’esperienza i giovani sono rientrati a Gerusalemme “rinnovati nella fede e uniti da una profonda amicizia”.

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