Diocesi: mons. Tisi (Trento), “l’umano è predisposto strutturalmente all’incontro e non allo scontro”

(Foto Diocesi di Trento)

“L’umano è predisposto strutturalmente all’incontro, esiste come incontro e non come scontro”. Lo ha detto l’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, in due serate sulla pace: il 20 luglio a Soraga, nella rassegna “Ispirazioni d’estate”, e il 21 luglio nel teatro parrocchiale di Spiazzo Rendena, in Val Rendena, dove l’incontro si è aperto con il ricordo di don Carlo Crepaz, parroco della Val Rendena scomparso improvvisamente nelle scorse settimane. I due appuntamenti, costruiti attorno alla lettera dell’arcivescovo “Il Vasaio” e al suo invito a diventare “artigiani di pace”, hanno visto anche la partecipazione di Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere di Brescia. “Anche nelle terre devastate dai conflitti, da Gaza all’Ucraina, dal Myanmar al Sudan, continua a mostrarsi un’umanità capace di aiutare, condividere e proteggere”, ha osservato mons. Tisi, definendo la guerra “follia allo stato puro: uomini che non si conoscono vengono mandati a uccidersi da uomini che si conoscono”. Per la comunità cristiana, ha aggiunto, la pace “non è uno dei molti possibili ambiti di impegno: il Vangelo è la pace”. L’arcivescovo ha spiegato che il titolo “Il Vasaio” richiama anzitutto Gesù di Nazareth, “che non domina, non impone la propria parola e non tratta gli altri dall’alto, ma ascolta, si lascia incontrare e rende l’altro protagonista”, proponendo di fare del Trentino un “laboratorio di pace”: “Se partiamo dall’ultimo, vinciamo tutti”.

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