Cile: aumenta il bilancio del maltempo. Stato di catastrofe con 13 vittime, 1.500 sfollati. Invito alla solidarietà da mons. Morales (Copiapó)

(Diocesi Copiapò)

Aumenta il bilancio delle piogge torrenziali che hanno colpito il Cile, da Nord a Sud, e in particolare le regioni settentrionali di Atacama e Coquimbo. Le autorità hanno decretato lo stato di catastrofe e parlano di una delle emergenze ambientali più drammatiche degli ultimi decenni. Il bilancio provvisorio parla di almeno tredici vittime (con quattro persone sicuramente disperse), sedici feriti e una vasta porzione della popolazione pesantemente colpita.
Nelle regioni di Atacama e Coquimbo, le precipitazioni hanno innescato un vero e proprio allarme sanitario, complicato dalle prolungate interruzioni delle forniture idriche ed elettriche. La quasi totalità delle circa sessantacinquemila persone attualmente isolate si trova proprio in queste due regioni. Si contano 3.400 sinistrati e oltre 1.500 sfollati, accolti in strutture temporanee. Quasi 25mila le case che hanno riportato danni di diversa entità. Di fronte alle gravi conseguenze provocate dalle intense piogge, la diocesi di Copiapó (Atacama), attraverso la Caritas diocesana, ha avviato una campagna di raccolta di aiuti destinata alle famiglie colpite. In diversi settori della regione, riporta la diocesi, le precipitazioni e la piena dei corsi d’acqua hanno provocato danni alle abitazioni, perdita di beni, interruzioni stradali e una grande incertezza per numerose famiglie.
La campagna cerca di raccogliere alimenti non deperibili, abiti caldi in buono stato, biancheria intima nuova e calzature in condizioni d’uso, che saranno destinati specialmente alle persone colpite dei comuni di Vallenar, Alto del Carmen, Freirina e Huasco, così come alle famiglie di Copiapó che abbiano subito danni o perdite a causa del maltempo. Il vescovo di Copiapó, mons. Ricardo Morales Galindo, ha visitato la sede della Caritas diocesana. “Come diocesi vogliamo vivere la comunione – ha detto -. Ci sono fratelli e sorelle che, a causa di questi eventi, stanno soffrendo. Vogliamo che nessuno si senta solo e che, con la nostra preghiera e il nostro aiuto, possano sentire che siamo con loro”.

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