Il dibattito sul fine vita è tornato al centro dell’attenzione pubblica. Ridurre però il tema a “uno scontro tra opposte tifoserie, è un errore grave. Siamo di fronte a una questione umana che richiede serietà, equilibrio e responsabilità. Dietro le contrapposizioni tra ‘favorevoli’ e ‘contrari’ si nasconde una domanda più profonda, che riguarda il senso stesso della cura, della dignità e della responsabilità sociale”. Lo scrive in una nota il Forum Famiglie della Calabria che dice no ad una legislazione regionale “sempre più caratterizzata da iniziative frammentarie e, in alcuni casi, da interpretazioni estensive che rischiano di alterare il quadro delineato dalla Corte Costituzionale”. Pur nella “ferma contrarietà morale all’eutanasia e al suicidio assistito – afferma il presidente del Forum Famiglie Claudio Venditti – è necessario riconoscere il valore di una mediazione giuridica capace di colmare il vuoto normativo attuale, da parte della politica, che dovrebbe assumersi la responsabilità di legiferare su un tema così delicato per garantire più tutela ai più vulnerabili. Occorre – aggiunge – una legge nazionale e in questo quadro ben si inserisce la posizione del Presidente Occhiuto, affinché ci sia tra l’altro uniformità di trattamento sul territorio nazionale”. Per il Forum delle Famiglie della Calabria un punto “fondamentale delle pronunce della Corte, è che non introducono alcun diritto al suicidio assistito né impongono obblighi al Servizio sanitario nazionale o ai medici, ma si limitano a individuare casi eccezionali di non punibilità, in presenza di rigorose condizioni e garanzie. Spetta al Parlamento assumersi la responsabilità di una disciplina organica che garantisca uniformità giuridica, tutela delle persone più fragili e centralità del prendersi cura fino alla fine della vita. Ridurre il valore della vita alla capacità di autodeterminarsi o di ‘essere efficienti’ significa introdurre un criterio pericoloso: quando la fragilità cresce, la vita perderebbe valore”. Garantire cure palliative, accompagnare con rispetto e amore il malato e sostenere le famiglie con strumenti adeguati – sostiene il Forum -non è questione “ideologica, ma un impegno concreto per rispondere con umanità e responsabilità a una delle sfide più profonde dell’esistenza. La vera dignità si custodisce attraverso cure palliative accessibili, accompagnamento compassionevole e il rifiuto dell’accanimento terapeutico, distinguendo sempre tra il lasciar morire e il provocare la morte. Come Forum Famiglie Calabria riteniamo che la vera questione non sia ‘se permettere la morte”, ma come accompagnare la vita fino alla sua fine naturale, senza abbandono e senza scorciatoie”.