Beni ecclesiastici: Roma, oggi una conferenza a Roma sulla basilica di San Michele Maggiore e il “Progetto Ascanio”

(Foto basilica San Michele Maggiore Pavia)

Tra i tesori d’arte che custodisce Pavia, c’è la basilica di San Michele Maggiore. Fondata forse nel V secolo e frequentata dalla monarchia longobarda, la basilica dall’età carolingia divenne sede delle incoronazioni dei re d’Italia. Un monumento di cui se ne è parlato in conferenza stampa convocata oggi a Roma su iniziativa di Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato della Repubblica.
Agli inizi del secolo XII si ricostruì in pietra l’edificio preesistente. Si tratta della basilica attuale, perla dell’architettura romanica europea, visitata da oltre centomila turisti e pellegrini ogni anno.
Ad introdurre nel tema, Vittorio Vaccari, presidente dell’Associazione Il Bel San Michele che si è costituita il 29 novembre 2011 per valorizzare la basilica quale importante monumento dell’arte romanico-lombarda. Il presidente Vaccari ha parlato del “Progetto Ascanio”: “La proposta è che la basilica di San Michele in Pavia si possa configurare come laboratorio di confronto culturale, di ricerca e di sperimentazione, capace di contribuire, a livello nazionale e oltre, ad evitare la perdita, per le generazioni future, della bellezza e delle espressioni artistiche, da noi ricevute come eredità. È un percorso di utilità generale che può produrre risultati interessanti per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale oltre che per la partecipazione e il coinvolgimento della comunità”.
Marco Morandotti, full professor of Architectural Engineering dell’Università di Pavia si è soffermato sul “Sistema San Michele”, “un modello integrato di ricerca, innovazione e recupero, nel quale la basilica non è soltanto l’oggetto dell’intervento, ma il laboratorio attivo di una sperimentazione multidisciplinare a tutto campo per restituire un monumento alla comunità a cui appartiene che lo riconosce come parte costitutiva della propria identità tramandandone il significato nel tempo, secondo lo spirito della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, firmata a Faro nel 2005 e ratificata dall’Italia nel 2020. Un sistema virtuoso, capace di ripartire dalle radici per generare il futuro della comunità.
Nell’attuale basilica fu celebrata il 17 aprile 1155 l’incoronazione di Federico Barbarossa a Re d’Italia. Saverio Lomartire dell’Università dell’Insubria ne ha ripercorso la storia mettendo in risalto le bellezze artistiche, oggi purtroppo danneggiate.
L’attività di recupero e valorizzazione ha coinvolto più enti e istituzioni come ha ricordato l’architetto Carlo Bergamaschi, di A7design Studio Associato, che ne ha tracciato un profilo dal punto di vista degli interventi effettuati nel passato e nel presente.
Il parroco di San Michele Maggiore, don Carluccio Rossetti, ha osservato: “La basilica di San Michele è la cartolina che meglio rappresenta Pavia, è l’espressione di una storia e di una cultura, di un’arte e di un’esperienza di fede. Il turista, il pellegrino viene spinto a cercare, scoprire, studiare, approfondire, contemplare”.

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