Fuci: nuovi membri della presidenza nazionale. Tema dell’anno sarà “Abitare la Polis: studenti nella città tra fede e responsabilità”

(Foto Fuci)

Il Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana ha nominato Vito Arculeo presidente nazionale maschile della Fuci per il biennio 2026-2028. “Rivolgo il mio primo e più profondo pensiero di gratitudine alla Conferenza episcopale italiana per la fiducia riposta in me attraverso questa nomina, alla mia diocesi di Monreale, e alla mia famiglia. Assumere il ruolo di presidente nazionale Fuci è un onore che accolgo con emozione e profondo senso di responsabilità, consapevole della storia e del valore che la Federazione custodisce per la Chiesa e per la cultura del nostro Paese”, dichiara Vito Arculeo.

(Foto Fuci)

“Mi piace paragonare la Fuci a un mosaico, composto da pietre preziose, i fucini, che se messe insieme creano un capolavoro, in questo capolavoro riusciamo a vivere l’università non solo come un luogo di formazione ma anche ambiente in cui siamo chiamati ad aspirare alla santità, attraverso l’incontro con gli altri e con Dio. Un pensiero particolare lo rivolgo ai fucini, che invito ad essere segno di contraddizione nelle vostre università, ovvero discepoli missionari iperattivi e appassionati della realtà che ci circonda. Perché essere fucini è una risposta alla chiamata di Cristo: un atto di amore per la verità e un servizio concreto per il bene comune.”
La presidenza si completa con Marta Terenzio (presidente femminile), Maddalena Arighi e Alessandro Caccavale (vicepresidenti), Lorenzo Tellez (segretario) e Gabriele Cela (condirettore di “Ricerca – Nuova serie di Azione Fucina”) che proseguono il loro incarico insieme a don Michele Martinelli, assistente ecclesiastico nazionale. La Presidenza esprime “profonda gratitudine ad Alessio Dimo e Giovanni Salmaso, rispettivamente presidente e vice presidente uscenti, per il significativo contributo offerto alla crescita del sentimento federativo negli anni del loro mandato”.
L’Assemblea Federale della Fuci riunita a Perugia ha inoltre approvato come mozione dell’anno “Abitare la Polis: studenti nella città tra fede e responsabilità”. “A distanza di quarant’anni dalla morte di Giuseppe Lazzati, la domanda che attraversa il suo pensiero resta aperta e urgente: che cosa significa oggi essere cristiani dentro una società in crisi? Questa domanda nasce proprio dagli eventi storici che segnano e lacerano il nostro tempo. La testimonianza di Lazzati, radicata in una profonda sintesi tra fede e responsabilità civile, continua a offrire criteri di discernimento per interpretare le trasformazioni contemporanee. Tale crisi non è soltanto un fenomeno contingente, ma rivela una più ampia fragilità delle strutture di senso, delle istituzioni e dei legami comunitari. In questo contesto, emerge con forza l’esigenza di una presenza cristiana capace non solo di analisi critica, ma anche di proposta costruttiva”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia