“Per vostro tramite, desidero esprimere il mio affetto a tutte le Chiese che sono in Italia, ai presbiteri, ai diaconi, alle persone consacrate, alle famiglie, ai catechisti, agli educatori, ai giovani, agli anziani, ai poveri, ai malati, a quanti vivono la fede nella semplicità della vita quotidiana e a quanti, magari senza saperlo, portano nel cuore una sete di Dio”. Inizia così il discorso del Papa all’82ª Assemblea della Cei, nell’Aula nuova del Sinodo, in cui Leone XIV ha definito il nostro tempo “segnato dalla complessità”: “L’ho sperimentato direttamente nelle mie recenti visite a Pompei, a Napoli e ad Acerra”, ha affermato. “Molti segni ci parlano di stanchezza, di frammentazione, di solitudine”, l’analisi di Leone XIV: “Nelle nostre comunità possiamo talvolta avvertire la fatica di trasmettere la fede, la difficoltà di coinvolgere le nuove generazioni. Ma il Vangelo ci riscuote”.