Consiglio d’Europa: incitamento all’odio, è allarme. Tra i “motivi” origine etnica, religione, orientamento sessuale

“L’incitamento all’odio sta raggiungendo livelli allarmanti e si sta normalizzando sempre più in tutta Europa. La retorica xenofoba sta guadagnando terreno, anche nel contesto di politiche migratorie sempre più restrittive”. Questo emerge dalla relazione annuale pubblicata oggi dalla Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri) del Consiglio d’Europa. Il rapporto traccia le principali tendenze che si registrano in Europa e racconta l’attività dell’Ecri nel 2025. “L’origine etnica o nazionale è spesso tra le motivazioni più comuni per l’incitamento all’odio, seguita da religione, nazionalità, orientamento sessuale e identità di genere”, si legge. Molto diffuso l’incitamento all’odio antisemita e anti-musulmano, a un livello “significativamente più alto” rispetto a prima dell’attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023 e della successiva guerra israeliana a Gaza. Tra le sfide, la lotta al discorso d’odio in ambito politico e online, che si diffonde rapidamente e ampiamente attraverso i social media e le piattaforme di messaggistica. L’uso di profili anonimi e bot ostacola l’efficacia delle indagini e delle sanzioni. L’intelligenza artificiale per contrastare i discorsi d’odio online può essere un aiuto anche se servono criteri chiari e supervisione umana per l’utilizzo. Secondo l’Ecri servono un quadro legislativo adeguato e politiche inclusive. “L’incitamento all’odio non colpisce solo i singoli individui, ma anche la società nel suo complesso”, ha sottolineato il presidente dell’Ecri Bertil Cottier.

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