Austria: critiche della Caritas ai tagli previsti all’assistenza sociale. “Cresce la povertà”

Circa 11.660 persone nella Bassa Austria dipendono dall’assistenza sociale. 190.000 persone sono considerate a rischio di povertà e 67.000 vivono in povertà assoluta. Ulteriori tagli previsti ai servizi sociali minacciano di aggravare ulteriormente la situazione di chi è già a rischio di povertà, avverte la Caritas. Misure come l’aumento dei contributi per l’assicurazione contro la disoccupazione per i lavoratori a basso reddito, il mancato adeguamento all’inflazione degli assegni familiari e la reintroduzione della considerazione del reddito del partner per l’assistenza di emergenza indebolirebbero ulteriormente la rete di sicurezza sociale, ha spiegato il direttore della Caritas, Hannes Ziselsberger. Nelle prossime settimane, l’organizzazione umanitaria lancerà la sua 76ma raccolta annuale porta a porta, durante la quale circa 3.000 volontari delle parrocchie raccoglieranno donazioni per le persone bisognose. “Non si tratta di cifre astratte. Si tratta di famiglie che la sera ci pensano due volte se accendere il riscaldamento o risparmiare energia elettrica. Genitori single che devono spiegare ai figli perché non possono partecipare alla gita scolastica”, ha continuato Ziselsberger. Le persone sono anche costrette a ridurre la partecipazione sociale, ha spiegato Tamara Majnek, esperta di povertà e responsabile dell’Assistenza domestica di Caritas. “Molti si ritirano perché anche le piccole spese non sono più possibili”. Degli 11.663 beneficiari dell’assistenza sociale, più della metà – circa 7.000 persone – non è in grado di guadagnarsi da vivere. Il gruppo più numeroso è costituito da bambini sotto i 15 anni (47%, 3.294 bambini), seguiti da persone che non possono lavorare per motivi di salute (18,9%) e persone in età pensionabile (13,4%). Il sussidio medio ammontava a 786 euro al mese, per una media di 8,1 mesi.

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