Dai 20 ai 25mila dollari per attraversare irregolarmente le frontiere: è il costo dei servizi offerti dalle reti di traffico di migranti, che alimentano circuiti finanziari complessi tra intermediari, fornitori, funzionari corrotti e riciclatori di denaro. A ricostruire i flussi economici che sostengono queste attività criminali è un rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc), intitolato “Typology of the financial aspects of smuggling of migrants”. La ricerca evidenzia come i pagamenti, spesso in contanti e talvolta attraverso sistemi informali di trasferimento, carte prepagate, strumenti digitali o canali bancari, finanzino trasporti, alloggi, documenti falsi, tangenti e altre attività logistiche. In alcuni casi, i migranti subiscono estorsioni, violenze e richieste di riscatto durante il viaggio, con ulteriori profitti per le organizzazioni criminali. Per nascondere la provenienza illecita dei guadagni, i trafficanti possono ricorrere a operazioni di riciclaggio attraverso conti, transazioni e intermediari. Secondo l’Unodc, seguire i flussi finanziari è fondamentale per individuare i responsabili, ricostruire le reti criminali e recuperare i proventi illeciti. L’agenzia Onu collabora con diversi Paesi per rafforzare le indagini finanziarie e la cooperazione tra autorità pubbliche, forze di polizia e istituzioni finanziarie. In Pakistan ed Etiopia sono stati sviluppati indicatori di rischio per individuare transazioni sospette; iniziative di cooperazione hanno coinvolto 202 soggetti pubblici e privati in Pakistan, Marocco, Etiopia, Nigeria e Mauritania, nell’ambito di un progetto sostenuto dall’Unione europea.