(Strasburgo) “L’Unione europea sarà sempre un luogo che protegge chi fugge da guerre e persecuzioni”. Lo ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, partecipando a un dibattito con gli eurodeputati a Strasburgo sui temi di maggior urgenza nell’Ue. Oltre ai temi economici, all’energia, al conflitto in Ucraina, ha toccato la questione migratoria, con toni leggermente differenti dal presidente del Consiglio europeo Costa. Ha però ribadito che per assicurare asilo e protezione bisogna confermare il funzionamento del sistema che gestisce il fenomeno immigrazione. A suo avviso il Patto migrazione e asilo concilia i due poli della responsabilità e della solidarietà. “Abbiamo bisogno di una piena attuazione del Patto sulla migrazione. La responsabilità e la solidarietà, per ogni Paese, vanno di pari passo”. Ha poi dichiarato: “Proporremo di rafforzare Frontex, sia nelle capacità che nel mandato operativo”. Quindi un approfondimento: “Dobbiamo preparare l’Unione europea a una nuova sfida: attori statali e non statali possono essere dietro questi movimenti migratori, con l’obiettivo di dividerci. Proporremo entro la fine dell’anno uno strumento di emergenza che permetta di agire rapidamente in situazioni come quella di Ceuta”.
Von der Leyen ha riservato un capitolo del suo discorso al nodo energetico. “L’Ue è troppo dipendente da combustibili fossili esteri, e soprattutto dal gas che determina il prezzo dell’energia”. Inoltre “sprechiamo occasioni non avendo una vera unione dell’energia. Per questo, la Commissione europea svilupperà un piano per una vera Unione europea dell’energia perché dobbiamo fare miglior uso del potenziale che abbiamo”. La presidente ha fra l’altro ribadito che la Russia ha usato “l’energia come arma di ricatto”. “La Russia non è un fornitore di energia affidabile perché, come abbiamo sperimentato, potrebbe in qualsiasi momento trasformare le dipendenze energetiche in un’arma per ricattarci”.
Va infine rimarcata la dichiarazione congiunta Costa-Von der Leyen di questa mattina nella quale si legge: “Esprimiamo profondo rammarico per la ratifica, avvenuta oggi da parte del Parlamento libico, del cosiddetto memorandum d’intesa tra Libia e Turchia sulla delimitazione delle giurisdizioni marittime nel Mar Mediterraneo”. “Tale accordo lede i diritti sovrani di Stati terzi, non è conforme al diritto del mare ed è da considerarsi nullo e privo di effetti. Ribadiamo la nostra solidarietà alla Grecia e a Cipro. Ribadiamo la nota posizione dell’Ue contro qualsiasi interferenza esterna in Libia”.