“Vi sono poi cause e condizioni più specificamente legati alla condizione di vita dei giovanissimi e dei giovani, e alle dinamiche culturali e di comunicazione in cui sono immersi. Noi incontriamo ragazzi e ragazze sempre più spesso e più diffusamente sofferenti, disorientati, scollegati dalle attese e dalle regole degli adulti, abbagliati da modelli di consumo conformisti, assorbiti da schermi onnipresenti, impigliati in schemi di relazione solipsisti, abbandonati in uno stato di fragile salute mentale”. Lo si legge nel documento diffuso oggi da Caritas Ambrosiana sui recenti fatti di Milano. “Non è facile capire perché. I fattori in gioco sono molteplici. E ciascun ragazzo o ragazza ha la propria storia, che sconsiglia facili generalizzazioni. Ma è indiscutibile che il sistema di istruzione e le politiche educative e giovanili non vengono adeguatamente finanziati e attrezzati per offrire a tutti i giovani uguali opportunità di realizzazione del proprio progetto di vita”. Caritas afferma che “non si investe abbastanza sulla scuola. E tantomeno sulle scuole di periferia”. “Provvedimenti legislativi di natura securitaria, tesi ad abbassare l’età perseguibile di chi commette reati e a inasprire le pene, possono riscuotere un facile consenso, ma incidono marginalmente sulla realtà dei minori e tradiscono una cultura del diritto e della giustizia che, specialmente nei confronti dei minori, dovrebbe invece fondarsi sulla centralità dell’educazione”. Infine: “Caritas è disponibile, con le proprie esperienze di servizio, con gli uomini e le donne che ogni giorno attiva, con i dati che registra, con le storie che raccoglie, a partecipare a una ‘agorà dei e con i giovani’ che inauguri una nuova stagione di confronto coraggioso, di conoscenza reciproca, di condivisione di riflessioni ed esperienze. Che provi a ridurre le inquietudini. Per svuotare le piazze della devastazione. E restituire alla città concordia, speranza, futuro”.