“Consiglio alle famiglie musulmane di mandare i figli all’ora di religione cattolica. È molto utile non solo per conoscere una religione che ha segnato la storia di questo Paese, ma anche per capire meglio la cultura e la storia italiana e creare una memoria condivisa”. È l’invito rivolto oggi dal teologo musulmano Adnane Mokrani, tra gli autori delle “Schede per conoscere l’Islam” di Cei e Pisai, alla presentazione ospitata a Palazzo Borromeo. “Quando un ragazzo musulmano entra in una chiesa – ha aggiunto – saprà interpretare quello che vede: una ricchezza per lui e per il suo compagno di banco, cristiano, di un’altra religione o senza appartenenza religiosa”. Nella scuola, pubblica e cattolica, lo studioso vede “uno spazio di integrazione e di cittadinanza piena e inclusiva”. Quanto al metodo, le schede sono “il frutto del dialogo tra studiosi non musulmani dell’Islam e studiosi musulmani”, nella “complementarità tra la visione interiore e quella scientifica e oggettiva, con grande carità ermeneutica”. La sfida era “essere sintetici senza cadere nella trappola del semplicismo”, restituendo la complessità di un fenomeno mondiale: “Sul piano demografico l’Islam è una religione asiatica per eccellenza”. Per questo i testi non sono un punto d’arrivo, ma “una mappa per i docenti”, corredata da bibliografie. È già partita la formazione degli insegnanti, con una prima tappa a Napoli.