“Quando le piazze si infiammano su temi come il costo della vita, la presenza di giovanissimi disposti allo scontro è il sintomo di un malessere profondo. Prima di discutere su cosa succede nelle piazze, dovremmo chiederci cosa offriamo a questi adolescenti dalle due del pomeriggio in poi, per evitare che la strada o la violenza rimangano l’unico luogo in cui far sentire una frustrazione altrimenti invisibile”. Stefano Oltolini, direttore generale di Mission Bambini, commenta così gli episodi di tensione che hanno interessato Milano negli ultimi giorni. Le proteste sociali mostrano spesso un isolamento già radicato nei contesti urbani. A livello nazionale, quasi 1,4 milioni di minori vivono in povertà assoluta, mentre l’abbandono scolastico precoce si attesta al 9,8%. Un divario che si amplifica nelle periferie e in alcune aree del Paese. Le fragilità colpiscono in modo ancora più incisivo i ragazzi con background migratorio: a Milano la dispersione e il ritardo scolastico tra questi studenti superano il 22% nei Municipi periferici, mentre a livello nazionale l’abbandono precoce tra i ragazzi di seconda e terza generazione sfiora il 26% e l’incidenza della povertà tra le famiglie straniere con minori supera il 26%.
Beatrice Dalia, giurista e mediatrice familiare e scolastica, evidenzia: “A questi ragazzi manca la motivazione interna a un agire che sia prima di tutto nel loro interesse e poi in quello della società a cui appartengono. Ed è proprio questo senso di estraneità alla comunità di cui sono parte che deve essere debellato, attraverso ‘palestre di relazione’, in cui i giovanissimi possano imparare a conoscere se stessi, a gestire le emozioni e a coltivare sentimenti positivi. La tutela della convivenza civile passa prima di tutto dalla capacità di offrire loro contesti, anche non scolastici, in cui poter rielaborare la rabbia e sviluppare un senso di appartenenza. Non si tratta di percorsi di rieducazione, ma di un’educazione civica di base, intesa come abilità allo stare insieme, in virtù di una condivisione sentita di regole comuni che invece, oggi, dà loro euforia infrangere”.
Per intercettare il disagio prima che sfoci in episodi di violenza, Mission Bambini interviene a Milano e sul territorio nazionale con il programma Stelle Scuola, che nell’anno scolastico in corso coinvolge 15 scuole a Milano, Roma, Napoli, Potenza e Bari. L’organizzazione offre sostegno allo studio e alfabetizzazione gratuiti per favorire l’integrazione e il successo scolastico dei ragazzi, con una specifica attenzione a chi ha un background migratorio, affiancando laboratori per gestire l’aggressività e sviluppare le competenze trasversali. Attraverso percorsi di orientamento rivolti ai giovani tra i 15 e i 20 anni che hanno interrotto gli studi, Mission Bambini propone una presenza educativa continuativa nei quartieri, affiancando le famiglie e gli istituti scolastici nella prevenzione della dispersione e dell’isolamento sociale.