Università: Inapp, “il 94% degli atenei italiani è impegnato sui temi della sostenibilità”

Le università italiane hanno scelto la sostenibilità. Il 94% degli atenei italiani (64 statali e 29 privati) dedica almeno un percorso formativo interamente alla transizione ecologica, sociale ed economica. Lo rivela il nuovo report “Sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa – L’offerta di formazione universitaria 2023-25” dell’Istituto nazionale per le analisi delle politiche pubbliche (Inapp), presentato oggi a Roma. I numeri, frutto di un monitoraggio triennale, raccontano una vera “esplosione” di offerta con 1.710 interventi formativi complessivi erogati nel biennio, segnale chiaro di come il sistema universitario stia rispondendo alla nuova domanda di competenze che arriva da giovani, adulti e imprese.
Dalla ricerca emerge che il Nord garantisce il 42% della formazione complessiva, con la sua vera egemonia che si gioca sui Master di I e II livello e sui corsi di perfezionamento e di alta formazione, dove concentra il 46% dell’offerta nazionale. Al Centro (31% del totale) si rileva una forte vocazione per la specializzazione post-laurea (37%), mentre il Sud e le Isole (27% dell’offerta complessiva) concentrano la quasi totalità della propria proposta formativa nei corsi di laurea triennali e magistrali (33%) e nei dottorati di ricerca (30%) e, pur se con un limitato 17%, si stanno attrezzando per un’offerta di alta formazione rivolta anche a adulti e imprese.
Oltre la metà dell’offerta universitaria (54%) si concentra sull’ambiente, con circa i due terzi dei corsi di laurea e dottorati. Clima, energie rinnovabili (35%) ed edilizia sostenibile (27%) assorbono la quota maggioritaria degli interventi formativi. La sostenibilità sociale rappresenta il 22% dei percorsi attivati e si concentra soprattutto sullo sviluppo locale (40%) e sull’innovazione sociale (31%).
Quando si analizzano gli interventi sulla sostenibilità economica, più strutturati nei percorsi di alta formazione, l’economia circolare monopolizza il 76% della didattica. Un dato emblematico – viene sottolineato in un comunicato – di come i modelli produttivi tradizionali stiano lasciando il passo al riciclo, al recupero e alla rigenerazione delle risorse.
La responsabilità sociale d’impresa rappresenta solo l’8% dell’offerta formativa, risultando residuale nei corsi di laurea e nei dottorati di ricerca (più rivolti ai giovani), mentre è più sviluppata nei master di I e II livello e nei corsi di perfezionamento e alta formazione maggiormente rivolti alla formazione di figure manageriali.
Sono le facoltà scientifiche e tecnologiche quelle ad aver puntato di più sulla transizione green: Scienze (34%), Ingegneria (21%) ed Economia (20%) coprono da sole tre quarti dell’intera offerta rilevata. Le materie umanistiche si fermano al 12%, Architettura al 7% e Giurisprudenza al 5%. Tuttavia – rileva l’Inapp –, emerge anche una significativa, seppure quantitativamente contenuta, presenza di percorsi interfacoltà e multidisciplinari – in grado di unire competenze economiche, tecnologiche e sociali – che rappresentano l’1,5% del totale.

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