Un appello a costruire la pace partendo dal cuore, nel segno di san Francesco e dell’esperienza vissuta accanto alle popolazioni della Terra Santa. È il filo conduttore di “Disarmiamo il cuore. La pace possibile nello spirito di San Francesco”, il nuovo libro di padre Ibrahim Faltas, francescano della Custodia di Terra Santa, realizzato con il giornalista Pierluigi Senatore e pubblicato da Aliberti. Uscito lo scorso 29 settembre, il volume sarà presentato il prossimo 28 ottobre alla Sala del Refettorio della Camera dei deputati. Attraverso testimonianze, ricordi e riflessioni maturate in oltre trent’anni di presenza in Terra Santa, padre Faltas racconta guerre, mediazioni, dialogo tra i popoli e soprattutto il dramma vissuto dai bambini e dalle famiglie travolte dal conflitto israelo-palestinese. Il libro richiama con forza l’invito di Papa Leone XIV a “disarmare le mani, il cuore, la mente” e rilancia il valore del dialogo come unica strada per una pace giusta e duratura. Nella prefazione, il card. Matteo Maria Zuppi indica il significato dell’opera, definendola “la voce di chi ha scelto di abitare il confine, non per dividerlo, ma per trasformarlo in un ponte”. Il presidente della Cei sottolinea come “la pace non nasce nei grandi proclami, ma nei piccoli gesti quotidiani” e ricorda che “non possiamo considerare normale ciò che normale non sarà mai: bambini che muoiono, famiglie spezzate, città distrutte, luoghi santi trasformati in scenari di conflitto”. Per Zuppi, il messaggio centrale del volume è che “la pace non è un’utopia riservata ai sognatori. È una responsabilità affidata a ciascuno di noi” e che “ogni gesto di fraternità è più forte di qualsiasi arma”. Da qui l’invito a non leggere la Terra Santa come una realtà lontana: “La pace mondiale nasce sempre da una pace vissuta nel quotidiano”. Il libro si inserisce nel cammino dell’ottavo centenario francescano e propone una riflessione sulla fraternità, sulla convivenza tra i popoli e sul ruolo delle religioni come costruttrici di pace, in un tempo segnato da guerre e nuove divisioni.