Islam: le schede di Cei e Pisai presentate all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, mons. Castello, “contribuire a una società migliore”

“Il dialogo interreligioso ed ecumenico viene talvolta considerato una specie di lusso per benpensanti, anziché qualcosa di fondamentale per costruire nel modo migliore la nostra società”. Lo ha detto mons. Gaetano Castello, vescovo ausiliare di Napoli e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Cei, intervenendo oggi a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, alla presentazione delle “Schede per conoscere l’Islam”, realizzate dalla Conferenza episcopale italiana con il Pontificio Istituto di studi arabi e d’islamistica (Pisai). Richiamando l’invito di Papa Francesco ad avviare processi più che a occupare spazi, il presule ha chiarito che lo scopo è “dotarci di strumenti di dialogo come uomini di fede, per contribuire a una società migliore di quella in cui viviamo”. Un traguardo che passa dalla formazione: “Attraverso l’insegnamento della religione cattolica, i nostri studenti entrano in contatto con queste realtà non più di seconda mano, ma di prima mano”. Centinaia di insegnanti di religione, ha riferito, “hanno accolto con piacere queste schede e le utilizzano nel dialogo con i loro studenti”. Ad aprire l’incontro l’ambasciatore Francesco Di Nitto, che ha ricordato come lo scorso anno l’Ambasciata avesse ospitato la presentazione delle schede sull’ebraismo: “La conoscenza porta con sé una maggiore comprensione e quindi una società nel complesso più solida e più coesa”.

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