Rogo in casa a Vicopisano: Diaco (Patronato Acli di Bologna), “ci addolora morte di anziana e badante e accende riflettori su formazione per lavoro domestico”

È del 7 marzo la notizia della morte di Nadya Rehulych, badante ucraina della novantenne pisana Bruna Maria Ciardelli, entrambe decedute in un rogo domestico divampato nella casa dell’anziana, a Vicopisano. “Questa notizia ci addolora molto, per la morte di due persone, ma in particolare perché coinvolge due tematiche che ci stanno molto a cuore: la sicurezza sul lavoro e il lavoro domestico”, spiega Filippo Diaco, presidente del Patronato Acli di Bologna. “Le Acli si impegnano nell’organizzazione di diversi corsi per la formazione professionale delle badanti, che comprendono moduli appositi sulla sicurezza negli ambienti domestici”, prosegue Diaco.
“Ci sembra più che mai fondamentale che il ‘tesoretto’ Inail venga impiegato anche a questo scopo, cioè per la formazione, col supporto di Patronati ed enti di Terzo Settore, relativa alla sicurezza delle lavoratrici domestiche, spesso inesperte, lasciate a se stesse e operanti in ambienti casalinghi non del tutto sicuri o salubri”, osserva.
Al Patronato Acli di Bologna, infatti, si è verificata una impennata di domande di malattie professionali: “Molte assistenti si improvvisano, non sanno come usare gli elettrodomestici, non sanno neppure come sollevare e assistere un anziano con gli ausili idonei. È fondamentale lavorare sulla prevenzione perché episodi del genere non si verifichino più”.
Prevenzione che non può gravare sulle famiglie degli assistiti: “La petizione delle Acli per chiedere al Governo la deducibilità delle spese per la badante ha superato le 150.000 firme: abbiamo chiesto udienza in Parlamento affinché si possa studiare un sistema fiscalmente meno impegnativo per le famiglie: chiederemo anche risorse per la sicurezza sul lavoro di badanti e assistiti”, conclude Diaco.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori